UN TRAM DI LIBRI

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UN TRAM DI LIBRI

Stamane, stavo riflettendo sulla mia patologia ossessiva compulsiva,che mi porta, quasi sempre ad entrare in libreria per comprarmi un libro, uno solo, e ad uscirne con almeno tre.

Credo di aver abbastanza libri, tanti che se mi impegnassi a campare 120 anni, avrei qualcosa da leggere fino al giorno della dipartita.. eppure li compero, mi piace averli già lì sapendo che in qualsiasi momento allungherò la mano, troverò il libro pronto ad aspettarmi.

 

La prima cosa che subisce una persona curiosa come me che entra in libreria, è che quello che sai, è comunque una goccia nel mare di ciò che il mondo offre come sapere, e il contraccolpo tra il tuo sapere e l’immensa vastità della tua ignoranza, è destabilizzante. Ma non demordi perché la curiosità, il profumo dei libri, la curiosità che ti scatenano i titoli delle copertine è una specie di droga.

Ognuno di noi ha il suo tram, che può chiamare come più gli piace, quella cosa a cui si attacca e che gli offre la consolazione sperata di cui ha bisogno. Il mio è da sempre un tram pieno di libri. Sono la mia coperta di Linus, il mio rifugio quando percepisco la mia realtà confusa, insopportabile, dolorosa ,incomprensibile, vuota, bella gioiosa, meravigliosa e innamorata.

Sono la mia fede, ciò in cui credo. Mi hanno spesso aiutato e ho sempre preferito leggere le parole vive di un autore morto secoli fa, piuttosto che ascoltare le parole morte, o dette per dare fiato alla bocca, delle persone vive. Mi hanno fatto riflettere, mi hanno accompagnato e fatto crescere come se fossero un genitore amorevole.

 

La cultura è un patrimonio silenzioso, durevole e perenne,nonostante tanti libri siano scomparsi, tante biblioteche siano state bruciate nel corso della storia dell’umanità, il mondo continua a sfornare libri che forse sono la cassaforte di uno dei beni più preziosi di un essere umano: il suo pensiero.

Per il mio ciclo “ne vuoi solo uno ma ne compri tre”, oggi ho scelto “Il cacciatore di Giusti”, perché dopo tutto ciò che ho letto sulla Shoah, avevo bisogno di un libro che suonasse di speranza, “La profezia della Curandera”, perché la curanderia, forse le mie origini mi ha sempre affascinato e “Molte vite un solo amore”perché come parla di spiritualità Brian Weiss, pochi sanno fare in questo mondo.

Di Magaly Angela Mengacci

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