UN GIORNO David Nicholls

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UN GIORNO, di David Nicholls

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Ho iniziato a leggere “Un giorno” senza troppe pretese, aspettandomi una narrazione leggera, spensierata, ma ero anche timorosa di impattare in un libro che non fosse proprio il mio genere, magari troppo romantico o sentimentale…
Beh, probabilmente lo è stato (romantico e sentimentale) e, in un certo senso, i miei timori non erano poi così campati per aria, ma sarei falsa se dicessi che, alla fine, non mi sia affezionata a questi due ragazzi.
Emma e Dexter, Dexter ed Emma…e il loro amore sempre fuori tempo.
E sarei falsa anche se dicessi che, ad un certo punto, non mi sia sentita spiazzata.
All’improvviso, Nicholls decide di mandarti al tappeto.
KO.
Cortocircuito.
E tutto il romanzo assume un significato diverso.

 

Conosciamo Emma e Dexter il 15 Luglio del 1988, a Edimburgo, e li ritroveremo il 15 Luglio di ogni anno per i successivi vent’anni.

Questa architettura letteraria è carina, stimolante, in quanto lascia dei vuoti da colmare attraverso la narrazione del presente di ogni capitolo.

Difetti ne ha tantissimi eh, a cominciare dal numero eccessivo di pagine (ne sarebbero bastate molte meno), per finire nel classico cliché del ragazzo bello, ricco e superficiale e della ragazza seria, profonda, impegnata politicamente e con la sindrome da crocerossina.

Eppure ti divertono, hai la sensazione di assistere ad una commedia brillante, con alcuni dialoghi ben centrati.
Finisci per appassionarti al loro rincorrersi e tirarsi indietro, il loro bisogno l’uno dell’altro così palese eppure così difficile da realizzarsi.

 

Ne dovremo girare di pagine…
Certo la colpa è anche un po’ mia: sono troppo vecchia (e disincantata) per questo tipo di storie, avrei dovuto leggerlo a 20 anni, ma il libro è del 2009, per cui, in ogni caso, quando è uscito ero già fuori tempo massimo.

Insomma, questo libro aveva tutte le caratteristiche per non piacermi affatto, per infastidirmi sotto certi aspetti (e un po’ è successo!), eppure…tutto sommato mi è piaciuto.

Quindi bravo Nicholls che con il suo mix di ironia, romanticismo, malinconia, tristezza e, mettiamocelo, anche un bel po’ di retorica, ha dato vita ad un romanzo dolce-amaro che ti entra nel cuore.

Recensione di Antonella Russi

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