TABÙ Piers Paul Read

Feltrinelli KOBO Fomia maggio

TABÙ, di Piers Paul Read

 

Fino a che punto siamo davvero disposti ad arrivare pur di sopravvivere?

Siamo in grado di superare un grande, immenso tabù…?

È il 13 ottobre 1972, il volo della Fuerza Aérea Uruguaya decollato da Montevideo sta attraversando la Cordigliera delle Ande diretto a Santiago del Cile, con a bordo 45 persone: l’intera squadra di rugby degli Old Christians Club (tutti studenti universitari), accompagnata da tecnici, parenti e amici.

Le condizioni atmosferiche sono decisamente avverse, le nuvole fittissime impediscono la visuale, una tremenda turbolenza investe l’aeromobile, e il comandante commette un errore che si rivela fatale… calcola di essere ad una quota ben al di sopra di quella effettiva, e quando le nubi si diradano si accorge che sta andando a sbattere contro le Ande.

L’aereo si spezza nello scontro e precipita nella neve a circa 3600 metri di altezza; è una catastrofe, 12 persone muoiono sul colpo e altre 5 quella stessa notte, molti superstiti sono gravemente feriti, con abbigliamento leggero non adatto ad affrontare le rigidissime temperature di 30 gradi centigradi sotto lo zero.

Roberto Canessa e Gustavo Zerbino, studenti di medicina al primo e secondo anno, sono gli unici in grado di abbozzare un primo e inesperto soccorso.

Ma sono tutti senza cibo… e piano piano si fa strada la disperata e sofferta idea di conservare nella neve i resti di chi non ce l’ha fatta e di chi non ce la farà nei mesi successivi, perché tanto rimangono sulle Ande, fino al 23 dicembre, e molti sanno già che la morte di alcuni salverà la vita di chi resisterà. C’è anche chi si rifiuta certo, ed è una scelta comprensibile, così come forse lo è anche quella opposta.

Non vi dirò come si sono salvati i 16 sopravvissuti, bisogna leggere questa incredibile storia per scoprirlo, ma devo avvertirvi che non è una lettura semplice, perché la storia è vera, e il pensiero di avere una chance per rimanere su questa Terra solo se muore un altro essere umano e fare quello che c’è da fare, non è cosa banale.

Read è un maestro nel narrare certi avvenimenti: superbo anche “Catastrofe”, sul disastro di Černobyl

Recensione di Isabella Bufano

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