STORIE DI CENTRIFUGA. NAPOLI NON MOLLA! Lorenzo Rossomandi Rossana Germani  

Storie in centrifuga

STORIE DI CENTRIFUGA. NAPOLI NON MOLLA! di Lorenzo Rossomandi Rossana Germani

Cosa resta, di Chiara Recchia

Mentre leggevo “Storie in centrifuga. Napoli non molla” mi veniva in mente l’antica storia del duello fra David e Golia e mi immedesimavo in quelle storie con la residua speranza nell’esito positivo, almeno parziale, della lotta contro quella multinazionale gigante. Questa speranza era parte integrante della lettura e le dava un sapore meno amaro, almeno per chi, come me, si avvicinava per la prima volta alla vertenza Whirpool di Napoli con uno sguardo meno frettoloso e più attento.

 

 

Storie in centrifuga. Napoli non molla! Lorenzo Rossomandi Rossana Germani

 

Ora che l’esito dell’ultimo tavolo di contrattazione è noto e ha spazzato via quella residua speranza, ora resta il libro-testimonianza, al quale nessuno può sbarrare la strada della divulgazione e della connessa riflessione sul valore paradigmatico di quella vicenda per tutta l’Italia. Questa volta il piccolo David non ha vinto contro il gigante straniero, ma non per questo è meno significativa e direi meno eroica la sua lotta.
C’è sempre un golia di turno nella Storia e c’è sempre bisogno di un piccolo pastorello che gli si opponga, un inconsapevole “prescelto” per fare quello che altri non hanno il coraggio di fare.

 

 

E allora eccoci, noi lettori, insieme con Nico alle 8:00 del mattino ai Cancelli della fabbrica ad aspettare, il 31 maggio 2019, le notizie da Roma, a cercare di capire come stanno andando le cose osservando le persone, ex colleghi ed amici, con gli occhi del pensionato che “aveva trovato in fabbrica il suo mondo felice”

Eccoci, contemporaneamente, in treno verso Roma con Vincenzo a ricordare che sono dieci anni che non percepiamo uno stipendio pieno malgrado gli ammortizzatori sociali stanziati dal governo per sostenere il gruppo. Ma la crisi non era quella della multinazionale bensì quella dei lavoratori. Eppure Vincenzo, rappresentante di tutti i lavoratori, conservava una timida e insopprimibile speranza che questa volta si potesse guardare al futuro con occhi diversi, non più con speranza e timore, ma come certezza e benessere.

 

 

Eccoci al MISE, sempre con i ricordi di Vincenzo, il 25 ottobre 2018, a parlare con il General Manager dell’EMEA di sviluppo di investimenti di nuovi prodotti e progettazione quasi un risarcimento ai lavoratori dopo i dieci anni di ristrettezze familiari e di timori per il futuro. Promesse subito disattese malgrado l’impegno con il Governo. Delusione, tradimento, abbandono, le sensazioni di allora, le stesse che Vincenzo dovrà suo malgrado comunicare agli altri quel 31 ottobre 2019.

Siamo nei flash back di Nico, e di Francesco e di Salvatore e di Raffaele, che ci raccontano le storie dei protagonisti, speranze rinunce passioni dolori amori. Storie individuali e nello stesso tempo rappresentative di una comunità di 420 persone, e nelle quali ciascuno può ritrovare anche qualcosa di se stesso.

Si diventa eroi nostro malgrado, se le circostanze ci costringono. Italia voleva solo scappare, allontanarsi, essere in un’isola deserta…la chiamarono sul palco durante la manifestazione a Reggio Calabria il 22 giugno di quello stesso anno e Italia capì e spiegò a 10.000 persone che la loro lotta era giusta, che non la stavano portando avanti solo per se stessi. Per la propria famiglia, per i figli, ma anche per i figli degli altri, per chi si trovava nella stessa situazione.

La cronaca dei giorni a venire ci dirà Se e Come e Quando la lotta dei lavoratori di Napoli non molla avrà trovato un suo esito positivo, seppure in una forma diversa da quella desiderata e dovuta a una fabbrica che aveva dimostrato di avere le risorse tecniche e umane per vincere anche le sfide che l’apertura dei mercati ai paesi asiatici e la caduta dei dazi avevano innescato dopo il 2001.

 

Noi lettori, arrivati all’ultima pagina, chiudiamo il libro con la certezza che continueremo a seguire quei protagonisti, ora che li abbiamo conosciuti.

Lorenzo Rossomandi e Rossana Germani si sono resi strumenti docili di una esigenza umana, civile, prima che letteraria, e hanno costruito la struttura di un romanzo corale, in cui le storie si succedono, si alternano e si incastrano in modo naturale, accomunate come sono dalla comune “mamma Whirpool”, dalla condivisione di interessi e speranze, amicizie e amori. La loro penna è stata capace di mimetizzarsi garantendo la corrispondenza fra libro e vita, condizione irrinunciabile, necessaria e sufficiente, per la vita del libro stesso, sia in questo momento come nel futuro.

Recensione di Chiara Recchia

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