RAGAZZE PERBENE Olga Campofreda

RAGAZZE PERBENE, di Olga Campofreda (NN Editore – gennaio 2023)

“Che cosa ci rende felici?”

Chi sono davvero le ragazze “perbene” della provincia?

La protagonista di questo romanzo è Clara, una giovane donna originaria di Caserta, nata all’ombra della Reggia, che vive a Londra. In occasione del matrimonio della cugina, una di quelle ragazze di provincia che “fanno le cose come si devono fare”, come un matrimonio serio con un ragazzo posato, prima dei trenta anni, ritorna a Caserta.

La famiglia che l’accoglie è quella da cui è fuggita, legami che mettono lacci che stringono e costringono, dove le etichette e le impressioni imprimono condanne: “sei così e non cambierai mai”.

Clara e Rossella sono cugine/sorelle, con un solo mese di differenza. Due donne lontane: Rossella è perfetta nella sua bellezza, Clara è un anatroccolo che si nasconde. Entrambe cresciute con il mantra “fate le brave”, hanno frequentato la scuola dalle suore, tra censure, segni della croce e silenzi, litanie e atti di dolore, nascoste a spiare le ragazze più grandi, sfrontate e coraggiose, che furtive nei bagni fumavano e sbirciavano i giornalini.

A undici anni Rossella, grazie al suo aspetto da Barbie, ha già tracciato il suo futuro, sfilare tra gli sguardi d’invidia con abiti da sposa sontuosi e romantici, mentre Clara rimane a osservarla, rintanata tra manga, libri e musica, come da dietro una porta. Ma “quante porte ci separano dalla versione di noi stessi che più ci assomiglia?”

“Nascere femmina di buona famiglia a Caserta, sul finire degli anni Ottanta, è una storia che ha preso la stessa direzione per molte…”. Le ragazze hanno corredi maestosi e preziosi. Guardano a terra e mai troppo lontano. Cresciute nella vergogna e nell’ubbidienza, chi sono davvero queste donne quando nessuno le vede? Evase da un’adolescenza che non è semplice per nessuno ma per le ragazze di provincia è ancora di più “un territorio infame” Clara e Rossella si specchiano l’una nell’altra, tra silenzi e menzogne, segreti e fragilità.

“Quante persone siamo stati dall’ultima volta in cui abbiamo provato a essere noi stessi?” (182).

Clara, smarginata come la Lila dell’”Amica Geniale” , moderna ragazza di contraddizioni e pozzi, cerca di non farsi plasmare e irretire dalla provincia, insegue raminga se stessa in un territorio apparentemente emancipato, una città cosmopolita e brulicante come Londra, si affida a mani sconosciute, contatti ricercati su Tinder, per “tracciarsi” e conoscersi, in un’educazione sentimentale complessa, e prova a “uscire dal cortile di quella scuola” dove si sono pre-scritte, decise le vite delle ragazze di provincia.

“L’adolescenza è un territorio infame da cui nessuno esce mai vivo, e noi di certo non abbiamo fatto eccezione” (182).

Clara è una fuggitiva, una che corre lontano anche quando sta ferma, spatriata già in quel suo rispondere da dove proviene, da una vicina Napoli priva di contorni e limes, una donna che vuole autoaffermarsi nella sua identità libera, senza pesi e testamenti di pregiudizi e convenzioni.

Ragazze perbene è anche la narrazione di una generazione mutilata che non con l’alcool né con le droghe è stata incapace di opporsi ai testamenti emotivi di famiglie e territori, non riuscendo ad affrancandosi e commettendo quindi il più grave tradimento: tradire se stessi.

Recensione di Luisa Ciccone

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