Nuno è come un granchio, pur vivendo sul mare, non ha mai desiderato attraversarlo, e preferisce guardarlo restando sulla terra nel porto di Palos. Cresciuto senza padre, con la mamma e la zia entrambe prostitute, deve il suo nome a un portoghese che ha insegnato alla madre e a lui le uniche due cose che sa fare, leggere e scrivere. Questi due talenti faranno sì che, in seguito a una serie di circostanze che lo porteranno su una nave di cui ignora la destinazione, il nostro si ritrovi a redigere il diario di bordo per il capitano…. Cristoforo Colombo.
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Attraverso il racconto di Nuno riviviamo la scoperta del Nuovo Mondo in un’ottica quasi più ingenua, più pura, di un sedicenne inesperto che vive ogni situazione col massimo coinvolgimento emotivo: la paura dell’ignoto, la speranza di vedere terra e la scoperta di una nuova umanità. Ma per il nostro questo sarà soprattutto un viaggio interiore che lo spingerà a conoscere i sentimenti più profondi, e spesso feroci, dell’animo umano, in un percorso di formazione che lo condurrà verso nuove consapevolezze.
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Fabio Genovesi ci offre un avvincente romanzo d’avventura, di quelli al sapore salato dell’oceano, e al contempo un affascinante racconto storico e di formazione, dove spesso e volentieri j protagonisti sono i sentimenti e le diverse percezioni della realtà e dei suoi valori. Una lettura senza dubbio accattivante, grazie anche alla prosa che ben si adatta alla mentalità semplice del giovane narratore e che ci permette di salpare con la fantasia sulla Santa Maria e rivivere, in un modo diverso e a suo modo concreto, la scoperta del Nuovo Mondo, con tutte le sue magie, i sogni….e le conseguenze.
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