MUSSOLINI HA FATTO ANCHE COSE BUONE Francesco Filippi

Mi limitavo ad amare te, di Rosella Postorino

MUSSOLINI HA FATTO ANCHE COSE BUONE, di Francesco Filippi

Gradito omaggio di un amico e sodale di letture, di idee (credo) orientate nella direzione, ma non negli esiti, di cui l’oggetto di questo libro è l’estremo e l’aberrazione, non ho resistito alla curiosità di leggerlo, pur conoscendone e prevedendone il contenuto, e anche per raccogliere il sotteso e simpatico sfottò che l’amico ha voluto farmi e per cui l’omaggio è risultato ancora più gradito. Ed ecco che, venendo meno alla mia abitudine, ho interrotto una lettura molto densa ed impegnativa per immergermi in quella di queste veloci centoquaranta pagine.

In “Mussolini ha fatto anche cose buone” Francesco Filippi non svela segreti, non amplia conoscenze né apporta ulteriori contributi a quanto già ampiamente acquisito, conosciuto ed assodato dalla storiografia e dalla critica storica. In modo leggero, a tratti scanzonato, a volte irridente, ma dal contenuto serio, con produzione di documenti, se presentasse imprecisioni meritevole di derisione, messa alla berlina e confutazione da chi ritenesse, prove e documenti alla mano come fa l’Autore, non vero quanto egli afferma, questo agile volumetto fa giustizia di tanti luoghi comuni e retorica interessata. Per la sua levità è simile ai pamphlets degli Illuministi, è la sintesi e la summa delle tante bugie, castronerie e di tutta la demagogia e populismo di cui “il duce” ed il Fascismo furono espressione ed interpreti. E’ la chiara applicazione della dottrina di Joseph Goebbels( ministro della Propaganda di Hitler): “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte, e diventerà una verità”(pag. 3), un’arma potentissima per imbonire e circuire i popoli.

E’ noto il ricorso di tutti i regimi totalitari ad una forte propaganda a loro sostegno. Lo dimostra e insegna la storia già da Augusto con Virgilio ed Orazio, la ” Chanson de Roland” per dare alone di epicità al Sacro Romano Impero di Carlo Magno, i tanti signori e mecenati rinascimentali, ecc… Per il Fascismo e Mussolini in un primo momento ci fu “il vate” G. d’Annunzio, ma troppo simili i due finirono presto per allontanarsi, per cui sbrigativamente e “più efficacemente”(!) il Regime soffocò la libertà di critica, di stampa e di espressione di idee che non fossero in linea ed incenso con la sua “vulgata”, lasciando parlare, sotto comando e su precise indicazioni, solo le voci che ne diffondessero e ne glorificassero le “magnifiche sorti e progressive” .

Sarebbe lungo esporre la confutazioni delle tante bugie di regime oggetto di questo testo e toglierebbe il piacere della lettura a chi volesse addentrarvisi. Rilevo solo che il libro affronta e smentisce le bufale propalate dal Fascismo e dal suo “capo” su quelli che, per molti nostalgici sinceri o smaliziati imbonitori, sono diventati dei veri slogan.

Solo per curiosità: da pag.8 si confuta che Mussolini abbia introdotto le pensioni, da pag. 20 che abbia fatto miracoli con le bonifiche, da pag. 43 che abbia combattuto e vinto la mafia e fosse stato persecutore della corruzione e paladino della legalità( e il delitto Matteotti di cui si arrogò la responsabilità morale?..), da pag. 76 che fosse sensibile ai problemi delle donne e ne abbia introdotto il voto( che, come è noto, in Italia fu pienamente esercitato da tutte le donne solo il 2 Giugno 1946 in occasione dell’elezione dell’ Assemblea Costituente e del Referendum per la Monarchia o la Repubblica), senza contare le sue tante ostentate amanti e la relazione con Claretta Petacci, ad onta pubblica e palese della moglie Rachele Guidi, da pag. 107 che abbia introdotto le leggi razziste solo per ossequiare Hitler, in Italia furono emanate nel 1938 , ma ne esistevano simili per le colonie già dal 1933 (in Germania furono introdotte nel 1035) che prevedevano e disciplinavano, tra l’altro, il madamato , la possibilità per gli Italiani di avere donne abissine come amanti e concubine per il solo periodo in cui essi vivevano nelle colonie ” la gran parte di queste cosiddette “unioni” non erano altro che stupri e concubinati imposti alle ragazze per la durata del servizio dei soldati in colonia” (pag. 110 (opportunità di cui godette, gloriandosene, il “grande” Indro Montanelli!), e ancora e ancora…

L’enunciazione di queste fake news “di stato” ai tempi in cui furono propalate sarebbe stata tacciata subito di DISFATTISMO e come tale censurata ed impedita la pubblicazione, ed il suo autore, dopo una salutare bevuta di almeno mezzo litro di olio di ricino ed un tonificante massaggio col manganello, meglio se pubblicamente e per di più davanti a moglie e figli, inviato “in vacanza” a Ventotene (come “lo storico” Silvio Berlusconi, nel 2003, all’epoca Presidente del Consiglio dei Ministri, in un’intervista al giornale britannico “The Spectator”, definì il confino cui erano inviati gli oppositori politici del Fascismo,(pag.100).

Quale il fine di queste note di lettura, si potrebbe chiedere?

Risposta: il piacere di condividerne delle impressioni nella consapevolezza che il libero discernimento può non condividerle e la ancora più forte convinzione che la storia e la cultura sono neutre, ma non neutrali.

E nella condivisione del filosofo Edmund Burke che ” chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”.

Recensione di Antonio Rondinelli

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