MILLE SPLENDIDI SOLI Khaled Hosseini

Mille splendidi soli

MILLE SPLENDIDI SOLI, di Khaled Hosseini

 

Recensione 1

 

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Dolore, dolore,  dolore e dolore.
Dolore per le donne, portatrici di vita, di sogni e certezze.
Dolore per la guerra: sale métier, come dicono i francesi.
Dolore per l’infanzia, giovinezza, vecchiaia.
Dolore per il futuro negato e le speranze deluse.
Dolore per un Dio stuprato, frainteso, abusato.
Dolore per la cultura distorta,  per le usanze stravolte.
Dolore per un popolo impotente e per tutti noi travolti da collera impotente.
Dolore per la perdita di ogni prorogativa umana.
Dolore per la vittoria e la sconfitta, parole svilite quando il coltello è nelle mani di satana nelle vesti di un dio che gioca con il Corano e/o la Bibbia, insanguinandole.
Dolore per i singhiozzi sinceri e i singhiozzi teatrali.
Dolore, dolore, dolore e dolore.
Dolore per la miseria, per la rabbia di vite senza sfogo.
Dolore per il tralignare del nang e names -onore e orgoglio- parole insopportabili  nelle menti ristrette.
Dolore per Adamo ed Eva, per quella maledetta costola e quella mela fradicia.
Dolore per il misericordioso Allah e i suoi figli caduti nella trappola del circolo dantesco.
Dolore per il nostro Cristo in croce, vittima sacrificale di tutti i peccati del mondo.
Mariam e Laila sono tutte noi: loro vedono il mondo attraverso le griglie di un burqa, noi dal buco di una seratura di una porta apparentemente solida.
Rashid, dalle unghie uncinate,  è l’apostolo di satana: gretto, ignorante, misero, un pericoloso piccolo verme.
Tariq è l’angelo che schiaccia il serpente con una gamba sola,  è l’Uomo, è la certezza.
Ho letto il romanzo “Mille splendidi soli” nel 2007 e allora mi sono tremendamente commossa.
L’ho riletto oggi alla luce (dovrei dire tenebre) dei tragici eventi  e stavolta mi sono offesa, indignata per l’incapacità dell’essere umano di amarsi e di amare
Cosi nei secoli dei secoli, amen.
.

.

Ma “…so anche che, quando questa guerra sarà finita, l’Afghanistan avrà più bisogno di donne che uomini. Perché una società  non ha nessuna possibilità di progredire se le sue donne (uomini) sono ignoranti, Laila. Nessuna possibilità”
E arriverà il giorno che “non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri’
E allora ogni Dio si drizzerà, unico nella sua onnipotenza,  fiero finalmente, di aver creato un essere perfetto.

A mia sorella ❤
Di Patrizia Zara

 

 

Recensione 2

Ci sono cose a cui non mi abituerò mai in queste nuove strade che cammino. Per esempio, che chi guida si ferma e ti lascia attraversare la strada se sei sulle strisce pedonali.

Ci sono cose che non capirò mai, come la fretta in metropolitana, o il doversi spostare a destra -o a sinistra, non l’ho ancora imparato- per far passare chi ha ancora più fretta.

E ci sono cose che non voglio conoscere, come la forma della luce del sole attraverso un burqa di quei mille splendidi soli.

Nate a distanza di una generazione, Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse. Sarà la guerra, fuori e dentro le mura domestiche, che le farà incontrare in modo imprevedibile. E, dall’intreccio di due destini, nasce una storia indimenticabile.

 

 

Hosseini non dosa il dolore, forse è per questo che riesce, col suo inconfondibile stile, a far emozionare, soffrire e riflettere sul ruolo della donna. La sua penna è uno schiaffo, che dipinge e svela fra le pagine una storia piena di umiliazioni e voglia di riscatto, la storia di molte donne Afghane costrette a vivere nell’ombra, nascoste dietro le grate di un burqa che distorce la Luce, quella che solo la libertà può donare.

Ci sono cose a cui non mi abituerò mai. Cose che non capirò mai. Cose che non vorrei esistessero.


Recensione di Erika Polimeni

 

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1 Commento

  1. Ciao! Questo è il mio primo commento su questo sito. Ho letto ‘Mille Splendidi Soli’ alle medie, quando è uscito. Avevo già letto ‘Il Cacciatore di Aquiloni’ l’anno prima e, sapendo che i protagonisti erano femminili, l’ho subito preso. Inutile dire che è stata una lettura forte, essendo io allora della stessa età di Laila all’inizio della vicenda. Mi sono infuriata per la crudeltà delle reazioni di Rashid ma, invece di trarre conclusioni, ho letto molti altri libri di autori mediorientali e in generale non occidentali. Dunque credo che i romanzi di Hosseini siano stati per me uno shock, certo, ma che mi ha portato a pormi delle domande e ad approfondire.

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