LO STRAODINARIO VIAGGIO DI NUJEEN Nujeen Mustafa Christina Lamb

LO STRAORDINARIO VIAGGIO DI NUJEEN -Dalla Siria alla Germania in sedia a rotelle per fuggire dalla guerra – di Nujeen Mustafa e Christina Lamb 

Un paio di anni fa mia figlia ha fatto un tirocinio a Bruxelles, presso la “Human Rights Watch”, un’organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani. In quell’occasione ha avuto modo di conoscere di persona Nujeen Mustafa, in visita nella capitale belga per qualche giorno. Poco dopo, fu il Cospe di Firenze a invitarla e ospitarla. Ricordo ancora la gioia con la quale mi avviai verso il Teatro Verdi per poter vedere di persona la protagonista del libro che mi ero appena divorato!

Trovai il teatro chiuso. Rimasi delusa e interdetta! Come? Perché? Avevo sbagliato a trascrivere l’orario. Era alle 16:00 e non alle 20:30! Tornai a casa e mi consolai guardando le foto che mi aveva mandato mia figlia e che la ritraevano insieme a Nujeen. Almeno lei aveva avuto questo grande privilegio di starle accanto per qualche giorno! Aveva infatti seguito, e in parte organizzato, le interviste della giovane ragazza siriana, protagonista di una meravigliosa avventura raccontata in un libro: “Lo straordinario viaggio di Nujeen”.

LO STRAODINARIO VIAGGIO DI NUJEEN Nujeen Mustafa Christina Lamb recensioni Libri e News unLibroA scriverlo, le dette una mano Christina Lamb, corrispondente di guerra britannica e già co-autrice del bestseller “Io sono Malala” (la giovane attivista pakistana nata nel 1997 e Premio Nobel per la pace nel 2014).

Il racconto inizia quando Nujeen ha sedici anni. Soffre di una grave forma di paralisi cerebrale che l’ha costretta su una sedia a rotelle e le ha impedito di frequentare la scuola pubblica. Ma questo non l’ha fermata: ha imparato l’inglese guardando le soap opera americane trasmesse dalla tv del suo paese e nello stesso modo ha studiato storia, letteratura, scienze.

Con l’ingenuità tipica di un’adolescente che sogna di incontrare la Regina d’Inghilterra e di diventare astronauta, Nujeen intraprende un viaggio insieme a sua sorella Nasrine, lo zio e sua moglie. Nonostante le mille difficoltà, non perde speranza e non si arrende mai, lungo la rotta dei migranti, oltre 6000 chilometri dalla Siria al confine con l’Ungheria, e poi fino alla destinazione finale in Germania.

Con voce fresca e originale, Nujeen ci racconta cosa significa crescere in un paese in guerra e cosa si prova a dipendere dagli altri per ogni cosa; ci spiega come la guerra civile abbia distrutto una nazione orgogliosa e abbia smembrato intere famiglie, e soprattutto ci fa capire quanto coraggio occorra per continuare a sorridere e sperare nonostante tutto.

Vengono trattati temi molto importanti come il bisogno di avere un’adeguata istruzione, le difficoltà che comporta la disabilità, l’emergenza collegata alle ondate di migranti e la ricerca della propria identità tra cultura d’origine e nuovo mondo.

La storia di Nujeen è anche la storia di Nasrine, la sorella che ha spinto la sedia a rotelle per tutto il viaggio. In seconda fila, nel silenzio e quasi nell’ombra di sua sorella, senza mai mollare nemmeno nei tratti di strada più impervi e difficili.

Vicende umane che si aggiungono alle tante storie di altrettanti profughi costretti a lasciare le proprie case a causa di guerre e persecuzioni che affliggono i loro paesi.

Malala Yousafzai, premio Nobel per la Pace, ha commentato così:

“La storia di Nujeen, giovane donna straordinaria e profuga siriana, ricorda al mondo che i rifugiati, come tutti gli altri, sognano la pace, un’istruzione e una società migliore. Nujeen mi ha insegnato a sognare senza pormi dei limiti. È un’eroina. Tutti dovrebbero leggere la sua incredibile storia e trarne ispirazione.”

La biografia di Nujeen Mustafa, tradotta in 9 lingue, in italiano per la cura di Cristina Ingiardi, ha avuto come partner l’Unicef, ente da sempre pronto a sostenere lo sviluppo di una società nella quale i diritti dei minori vengano rispettati.

I consigli del Caffè Letterario Le Murate Firenze, di Sylvia Zanotto

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