LETTERE DA BABBO NATALE J.R.R. Tolkien

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LETTERE DA BABBO NATALE, di J.R.R. Tolkien

La grandezza di Tolkien come scrittore, come creatore di mondi, come inventore di lingue, come padre di miti è assolutamente indiscussa.

Un genio assoluto della letteratura di tutti i tempi, a parer mio.

 

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In questo testo ho conosciuto Tolkien papà, un papà amorevole, attento, presente, un papà che ascolta i bisogni dei propri figli e ne soddisfa i desideri, per quanto possibile.

Dopo la lettura claustrofobica, buia, cupa, ghiacciata e paralizzante di Lettera al padre di Kafka, questo testo mi ha aperto il cuore e mi ha dato aria, fresca, pura e frizzante.

Lettere da Babbo Natale è la raccolta di lettere che Tolkien, sotto le sembianze di Father Christmas, scrive ai suoi figli John, Michael, Christopher e Priscilla, dal dicembre del 1920 al 1943.

 

 

Non si tratta di semplice lettere, che già di per sé sarebbe magnifico. Chi può dire di aver ricevuto missive da Santa Claus?

Di solito siamo noi che scriviamo a lui lunghi elenchi di regali che vorremmo trovare sotto l’albero.

Tolkien papà invece dà voce al personaggio più misterioso e amato dai bambini e la sua voce è reale, veritiera, consolante, divertente, appassionata e profonda.

E alla voce unisce la sua infinita fantasia e creatività, usa il linguaggio visivo dei disegni (meravigliosi!!!) e i personaggi di mondi fiabeschi: Orso Bianco del Nord, gli Elfi della Neve, gli Gnomi Rossi, gli Uomini-Neve, gli Orsi delle Caverne.

Le lettere sono mini fiabe, mini racconti fantastici dove Father Christmas/Tolkien descrive la vita, le disavventure, il lavoro del suo mondo.

 

 

Tolkien accompagna i suoi bimbi, la prima lettera fu scritta quando il primogenito John aveva solo 3 anni, per 23 lunghi anni. Man mano che i bambini crescono, ovviamente la magia va scemando, iniziano a non crederci più…ma Father Christmas non si dà per vinto e l’ultima lettera, scritta nella Casa fra le Vette al Polo Nord nel 1943, viene indirizzata alla piccola di casa, Priscilla, senza dimenticare però di salutare con affetto i fratelli maggiori.

“Mia cara Priscilla,

auguri per un Natale davvero felice!

Penso che quest’anno appenderai la tua calza per l’ultima volta: spero proprio che lo farai, dato che mi sono rimasti ancora alcuni regalini per te. Dopo questa lettera dovrò dirti più o meno “addio”: voglio dirti che ovviamente non mi dimenticherò di te”

La tenerezza con cui Tolkien scrive ogni anno, passando per due conflitti mondiali, è disarmante…

“Sono molto occupato e, a causa di questa guerra orribile, quest’anno le cose si sono fatte difficilissime. Molti dei miei fattorini non hanno fatto ritorno”

 

 

Già, perché il mondo reale è fatto anche di ingiustizie e di brutture che non possono non essere viste e vissute.

La guerra toglie tutto, ma per Tolkien l’amore e l’immaginazione salvano il mondo.

Un testo scritto per scaldare il cuore…

Buona Lettura!

Recensione di Cristina Costa

LETTERE DA BABBO NATALE J.R.R. Tolkien

 

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