LEGGERMENTE FUORI FUOCO (Slightly out of focus) Robert Capa

Leggermente fuori fuoco Robert Capa Recensione UnLibro

LEGGERMENTE FUORI FUOCO (Slightly out of focus), di  Robert Capa (Contrasto)

È la narrazione in prima persona da parte del famosissimo fotografo di origine ungherese, Robert Capa (all’anagrafe Endre Friedmann) della sua presenza in prima linea come corrispondente e fotografo di guerra sul fronte europeo durante la seconda guerra mondiale. Scritto nel 1947, con traduzione italiana di Piero Berengo Gardin (altro grandissimo fotografo, italiano), con interessanti prefazioni del fratello di Capa, Cornell. Il libro rappresenta una autentica testimonianza diretta della famosa frase dell’autore “Se le vostre foto non sono sufficientemente buone, vuol dire che non siete andati abbastanza vicino”. Nessun riferimento alla tecnica fotografica in senso stretto ma pura narrazione di vita di un fotografo di guerra con un coraggio al limite della temerarietà che ha una storia d’amore con una bella ragazza inglese “dai capelli rosa” quindi soprannominata “Pinky” sviluppata durante tutta la narrazione e vissuta con rientri dal fronte possibili solo ad un autentico “funambolo” tra la prima linea del fronte, le Leggermente fuori fuoco Robert Capa Recensione UnLibroretrovie e una Londra sotto assedio. Il racconto condensa le esperienze su una sequenza di fronti operativi di guerra davvero estesa: Algeria e Sahara, Campagna d’Italia fino alle porte di Roma, Normandia e presa di Berlino con alcuni flash back alla guerra di Spagna del ‘36. Stile molto asciutto a tratti anche scarno ma comunque efficace nel trasmetterete la percezione di un approccio alla vita ironico e di un grande spirito di avventura, di un pensiero e un animo sincero (“si fotografa ciò che si è” come dice Ivana Porta). Le foto sono un contrappunto fondamentale della narrazione e trasmettono una vicinanza non solo fisica ma una connessione e una compassione (cum passione) autentica dell’occhio e del cuore fotografico dell’autore. Lettura obbligata per chi ama la realtà vista dall’occhio del fotografo ma anche per chi ama la Storia pur ricordando, parole dell’autore, che “…visto che scrivere la verità è ovviamente tanto difficile, nell’interesse della verità stessa mi sono permesso ogni tanto di andare oltre, altre volte di fermarmi appena al di qua. Tutti gli avvenimenti e le persone descritte in questo libro sono accidentali e hanno qualche cosa a che fare con la verità”. Con il vantaggio che in questo caso l’autore avvisa prima il lettore di questa cautela e che… Fotoshop al tempo non esisteva! Buona lettura

Recensione di Roberto Bruschi

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