LE INTERVISTE DEL PASSAPAROLA DEI LIBRI – Libreria Kindustria Matelica

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IL PASSAPAROLA DEI LIBRI ha intervistato Francesca Chiappa della Libreria Kindustria di Matelica

Parlateci di voi. Chi siete e quando nasce la vostra attività?

Libreria Kindustria MatelicaKindustria è una libreria che nasce tra gli spazi della redazione di Hacca edizioni, nel 2013, quando abbiamo voluto iniziare a consigliare e vendere i libri delle case editrici indipendenti che più stimiamo per il lavoro di ricerca e di cura editoriale.

Che tipo di lettori frequenta la vostra libreria?

Lettori coraggiosi, che decidono di entrare in uno spazio non conforme ai canoni delle librerie tradizionali. Un po’ libreria e un po’ redazione, con pochissimi libri “popolari” e riconoscibili in vetrina (teniamo ed esponiamo soprattutto editori indie, dunque nomi meno noti, copertina meno viste).
Ma abbiamo lavorato affinché non si connotasse come uno spazio di nicchia, elitario;
anzi, la nostra vocazione è trasversale e ampia.
Chi entra può anche non aver mai letto un libro nella sua vita,
e noi cercheremo di trovare la lettura che farà al suo caso.
E poi di farlo partecipare al nostro Circolo di lettura, “Viola legge”.

 Lettori si nasce o si diventa?

Si diventa. Grazie ai libri e agli stimoli che si hanno intorno.
Grazie alla curiosità del mondo che può nascere in ognuno di noi.

Essere librai nel 2019: che cosa è cambiato nel mestiere del libraio e nel ruolo del lettore, negli ultimi anni?

libreria KindustriaCome libreria, ma anche come casa editrice, ci siamo accorte che i lettori sono diventati più consapevoli delle loro scelte.
Stanchi delle ipertrofiche strategie promozionali – fascette che promettono capolavori, pubblicità che promettono capolavori, totem e pubblicità che promettono capolavori – e di trovarsi a leggere romanzi che capolavori non sono, i lettori hanno iniziato a scegliere con più accortezza cosa leggere,
privilegiando scritture più alte, trame più complesse, generi meno esplorati,
e fidandosi di librai e editori competenti hanno invertito una tendenza,
hanno letto meglio e dunque di più.

Lettura e reti sociali: che cosa ne pensate di questo binomio? Si può essere “social” continuando a essere lettori? Quanto e come siete presenti sulle reti sociali e che impatto hanno queste sulla vostra attività?

Kindustria Libreria Matelica I lettori sono una bellissima moltitudine. Ogni lettore è a sé, e non esistono macro categorie che possono raccontare davvero i lettori.
Molti lettori sono anche social, certo.
I network hanno permesso ai lettori di comunicare tra di loro, di raccontarsi con le copertine e i giudizi dei libri letti,
di leggere consigli, estratti, citazioni. Di conoscere gli autori che amano, quelli di cui non sapevano nulla.
I social hanno fatto molto bene ai lettori e ai libri, alle librerie e agli editori,
rendendo semplice, immediata e poco dispendiosa la comunicazione delle novità e degli eventi.
A noi ha permesso di far conoscere la nostra libreria, nell’entroterra marchigiano, anche oltre i confini regionali.

Nel nostro gruppo ci sono titoli che ormai hanno raggiunto lo stato di “libri di culto” o veri e propri tormentoni, come Il caso di Harry Quebert o la Saga dei Cazalet, non sempre a causa della loro qualità artistica ma grazie, soprattutto, a un passaparola costante sulle reti sociali: quali sono i titoli il cui successo vi ha maggiormente stupito e che idea vi siete fatti del motivo di questo successo?

Proprio per la molteplicità dei gusti dei lettori, ogni successo editoriale per me è un grande segreto.
Mi affascina moltissimo come di colpo un titolo viene chiesto da tutti.
E non giudico mai pessima la qualità artistica di un libro che ha avuto successo
perché probabilmente è riuscito a intercettare una necessità, un desiderio.
E i desideri di lettura sono sempre i benvenuti, perché spesso aprono dei percorsi più ampi.

Qual è il titolo che, secondo voi, diventerà il prossimo “tormentone”?

Kindustria MatelicaNon ne ho idea. Mi pare, tuttavia, che stiamo andando verso un desiderio di bellezza.
La possibilità di fare esperienza del mondo.
Ecco il successo dei libri sulla montagna, sulla natura, sui cammini.
La mia è una speranza, piuttosto.
Quella di un rinnovato successo della fiaba per adulti.

 

In molti, sul nostro gruppo, si lamentano del fatto che è diventato molto difficile invogliare alle lettura i giovanissimi: in base alla vostra esperienza è vero che i ragazzi leggono sempre di meno? Esiste una strategia che scrittori, librerie, case editrici o chiunque abbia a che fare con giovani lettori potrebbe utilizzare per interessarli di più?

A noi sembra che i ragazzi leggano sempre di più, e che ci sia, tra gli editori per ragazzi,
una produzione che non si era mai vista prima, per ampiezza e qualità.
Progetti come Orecchio acerbo, Topipittori, Corraini, Settenove, ne sono grandi esempi.

Come vi ponete nei confronti della lettura digitale? La considerate  una risorsa o una minaccia per la vostra attività e per il futuro dell’editoria?

Sia come editori che come libreria il digitale non ci ha mai fatto paura.
Assistiamo piuttosto a un progressivo interesse dei lettori agli eventi dal vivo:
incontrare scrittrici e scrittori, workshop di lettura e di scrittura, incontro con il Circolo.
Il digitale non fa che avvicinarci alla realtà mi pare.

Consigliate un libro, secondo voi imperdibile, ai nostri lettori.

Furore di John Steinbeck
Imprescindibile.

L'ultimo rais di Favignana

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