LE INTERVISTE DEL PASSAPAROLA DEI LIBRI – Libreria Alfani Firenze

Libreria Alfani Fi

IL PASSAPAROLA DEI LIBRI ha intervistato Serena Parenai della Storica Libreria Alfani di Firenze

Parlateci di voi. Chi siete e quando nasce la vostra attività?

Libreria Alfani FiLa libreria Alfani nasce all’indomani dell’alluvione del ’66 nei locali che erano stati sede della Fratelli Fabbri. Mio padre ed alcuni amici, tutti studenti universitari, la aprirono come libreria specializzata nel settore universitario.

Che tipo di lettori frequenta la vostra libreria?

Avendo da sempre connotazione universitaria e professionale, i nostri clienti sono soprattutto studenti, professori e professionisti (avvocati, architetti ecc) ma avendo un vasto assortimento di saggistica (anche di case editrici di nicchia) richiamiamo altre tipologie di lettori.

Lettori si nasce o si diventa?

Si diventa, assolutamente. E per questo è fondamentale l’aiuto della scuola e della famiglia. Un bambino che cresce in mezzo ai libri difficilmente ne rimane escluso.

 

Essere librai nel 2019: che cosa è cambiato nel mestiere del libraio e nel ruolo del lettore, negli ultimi anni?

Alfani Libreria FirenzeQuando nel 1994 ho cominciato a dare una mano in bottega scrivevamo a mano su un quadernone tutti i titoli venduti per riordinarli, ora facciamo un flash sul codice a barre… di cambiamenti ne ho visti parecchi in questi 25 anni! Purtroppo la stessa tecnologia che ci aiuta, contemporaneamente ci distrugge: infatti è altrettanto facile per i lettori cliccare su internet ed acquistare un libro online invece che in negozio. In Francia e in Germania vige una politica salva-librerie che impedisce lo sconto sui libri oltre il 5% sia in negozio che online. Questo fa sì che i lettori frequentino le librerie, si facciano consigliare dai librai oppure scovino lì autonomamente libri che la rete non avrebbe potuto suggerirgli. Nelle metro di Berlino e Parigi la gente legge, non spippola!

Lettura e reti sociali: che cosa ne pensate di questo binomio? Si può essere “social” continuando a essere lettori? Quanto e come siete presenti sulle reti sociali e che impatto hanno queste sulla vostra attività?

Sul nostro sito e sulla pagina Fb Libreria Alfani consiglio le novità e i libri che mi sono piaciuti, ci sono clienti che poi me li ordinano ma può darsi che  altri se li comprino altrove. I social sono un po’ come un polipo: hanno tanti tentacoli che catturano la nostra attenzione e ci rubano del tempo prezioso, non solo per leggere ma anche per stare con i nostri cari. E’ bene cercare di tenerlo presente, perché abbiamo una sola vita da vivere e trascorrerla nel virtuale significa sprecarla. Le emozioni date da un bel libro o dall’abbraccio di tuo figlio non si trovano su Fb!

Nel nostro gruppo ci sono titoli che ormai hanno raggiunto lo stato di “libri di culto” o veri e propri tormentoni, come Il caso di Harry Quebert o la Saga dei Cazalet, non sempre a causa della loro qualità artistica ma grazie, soprattutto, a un passaparola costante sulle reti sociali: quali sono i titoli il cui successo vi ha maggiormente stupito e che idea vi siete fatti del motivo di questo successo?

Mi ha piacevolmente stupito il successo dell’Amica geniale di Elena Ferrante perché ha riavvicinato tante persone al piacere della lettura di qualità. Non sempre i tormentoni sono libri “facili”. Quando sono belli i social hanno un eco di trasmissione pazzesco!

Qual è il titolo che, secondo voi, diventerà il prossimo “tormentone”?

La saga della famiglia Aubrey di Rebecca West, di cui uscirà a breve il secondo volume. Baricco lo ha definito uno dei 10 libri che si porterebbe su un’isola deserta, e io non posso dargli torto!

In molti, sul nostro gruppo, si lamentano del fatto che è diventato molto difficile invogliare alle lettura i giovanissimi: in base alla vostra esperienza è vero che i ragazzi leggono sempre di meno? Esiste una strategia che scrittori, librerie, case editrici o chiunque abbia a che fare con giovani lettori potrebbe utilizzare per interessarli di più?

Libreria Alfani Firenze Premiazione
Premiazione per i 50 anni di attività.

Purtroppo è vero che i ragazzi leggono meno, ma è anche vero che crescono in case con pochi libri e molte distrazioni. Ben venga un’ora di playstation, ma se vedessero i genitori che dopo cena leggono in poltrona o a letto, sarebbero invitati ad imitarli. Ormai la lettura è un’attività elitaria: leggi, dunque pensi. E pensare e ragionare sono attività che richiedono uno sforzo, mentre per sapere cosa rispondere a una domanda ora basta un clic. La strategia è una sola: incuriosire i ragazzi, trovare titoli accattivanti. Ricordo la provocazione di un professore che qualche anno fa propose l’abolizione dei Promessi sposi dai programmi scolastici. Non aveva tutti i torti, se un  romanzo classico viene imposto a ragazzi che non hanno mai letto un libro, esso farà solo pensare loro che leggere è pesante.

Come vi ponete nei confronti della lettura digitale? La considerate  una risorsa o una minaccia per la vostra attività e per il futuro dell’editoria?

 

Premesso che anche i librai possono vendere gli ebook, considero la lettura digitale positiva solo per i romanzetti perché almeno non viene sprecata carta! La funzione del libraio è quella di selezionare a monte i titoli che propone, e di consigliare il libro giusto ad ogni lettore. Un libro comprato in una libreria indipendente non è mai sprecato.

Consigliate un libro, secondo voi imperdibile, ai nostri lettori

Nel 2018 è stato ripubblicato un capolavoro di ROMAIN GARY, “GLI AQUILONI” è ambientato nella Normandia prima dello sbarco degli americani ma non voglio anticipare altro a parte che è uno dei libri più belli che abbia mai letto.

 

 

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