LE INTERVISTE DEL PASSAPAROLA DEI LIBRI – Cartolibreria Arcadia

Arcadia Pistoia cartolibreria PT

IL PASSAPAROLA DEI LIBRI HA INTERVISTATO Mafalda Bonacorsi della Cartolibreria Arcadia Pistoia

 

Parlateci di voi. Chi siete e quando nasce la vostra attività?

Mafalda Bonacorsi Mi chiamo Mafalda,ho frequentato l’istituto d’arte (ora liceo artistico) della mia città e sono una grande appassionata di arte,letteratura e cinema. Ho cinque gatti e adoro lavorare con le mani creando bigiotteria, pupazzetti all’uncinetto e tutto ciò che stuzzica la mia creatività. La mia libreria nasce nel Dicembre del 2016 (più precisamente il 6 Dicembre)

Nasce da una profonda passione per i libri (specialmente per il genere fantasy, un genere in Italia piuttosto bistrattato) e dal desiderio, in questa era sempre più tecnologica, di ricondurre l’attenzione di grandi e piccini verso un mondo fatto di carta e inchiostro che può dare ancora  molto alle persone. Tutto nacque grazie all’aiuto dei titolari di una libreria indipendente in cui ebbi modo di lavorare, vedendo la mia passione la mia voglia di mettermi in gioco, mi offrirono la possibilità di aprire una libreria tutta mia. Sono ancora una libraia in erba ma mi piace vedermi come amante dell’arte nelle sue forme più varie…perché come libreria non ho solo saggi ma libri illustrati, libri sui viaggi, sulla cucina, fantasy, graphic novel, insomma tanti libri che racchiudono universi di conoscenza

 

 

 

Che tipo di lettori frequenta la vostra libreria?

Ho clienti (e curiosi ) di ogni età anche se devo ammetterlo, pochi giovani. Ma molti varcando la mia soglia hanno quasi l’aria di passare uno specchio magico ed entrare in un mondo nuovo. Essendo la mia una piccola libreria, devo per forza di cose scegliere attentamente i libri da tenere esposti e talvolta mi è stato detto che i libri che possiedo sono davvero curiosi e particolari. Ho infatti preferito avere quei titoli un po’ diversi da quelli delle grandi librerie e promuovere i giovani autori Italiani.

Chi entra nella mia libreria? il curioso, colui o colei che cerca un titolo diverso, qualcosa che possa invogliare  scoprire e riscoprire i libri. Persone che vogliono farsi suggerire un libro e con cui  spesso si fanno lunghissime chiacchiere (secondo me il bello di lavorare con il pubblico è proprio il contatto umano, la voglia di parlare e di scambiarsi pareri e suggerimenti…. perché è capitato che non fossi solo io a suggerire un libro ma che il cliente lo suggerisse a me)

 

Lettori si nasce o si diventa?

Cartolibreria Arcadia PTQuesta è davvero una domanda difficile. Quando ero più giovane pensavo che  lettori si nascesse, che fosse una via già scritta in partenza ma pian piano mi sono dovuta ricredere. Ho avuto modo di parlare con molte persone che non avendo mai aperto un libro in vita loro si sono trovati per un motivo o per un altro ad avvicinarsi alla lettura. Mi viene in mente un signore sulla cinquantina che mi chiese un libro, per lui che non era mai stato un grande lettore, visto che a breve gli sarebbe nata una figlia e voleva così migliorarsi e dare l’esempio alla bambina che un giorno avrebbe tenuto tra le braccia. Personalmente da giovane non ero una grande lettrice ma mia madre mi mise davanti un libro talmente curioso che lo divorai in pochi giorni e da li cercai tutti i libri che gli somigliassero come trama o argomento… e pian piano mi sono ritrovata casa piena di libri (anche se in realtà per chi ama i libri, questi non sono mai abbastanza)

 

 

Essere librai nel 2019: che cosa è cambiato nel mestiere del libraio e nel ruolo del lettore, negli ultimi anni?

Ho notato che il libraio indipendente viene messo sempre più da parte in favore delle grandi catene che mettono in mostra scaffali e scaffali di titoli, quasi un supermercato del libro in cui nonostante la vasta (beh forse non sempre) scelta dei titoli è andato diminuendo il contatto umano tra lettore e libraio. Negli anni ho visto nascere e morire tante piccole librerie indipendenti e le serbo ancora tutte nel cuore perché non solo mi hanno fatto conoscere libri davvero splendidi ma hanno fatto nascere in me il desiderio di portare l’amore per i libri ovunque,perché i libri non sono meri fogli inchiostrati e rilegati ma sono memorie del nostro passato,memorie di sogni degli scrittori e di epoche in cui la vita e il modo di pensare è andato sempre mutando,e così continuerà a fare….quindi è giusto che tutto ciò non vada dimenticato.

Per quanto riguarda il lettore,secondo me si fa condizionare troppo dalle recensioni dei libri che si trovano online.  E’ cambiato l’approccio, prima dei social erano amici e parenti a suggerire un titolo (oltre al libraio, certo) ma adesso se un titolo solletica la curiosità del lettore prima guarda online cosa ne pensano altri lettori e trovo che tutto ciò sia fuorviante, che vengano fornite troppe informazioni contrastanti su ogni singolo libro,portando spesso così la persona a decidere di non leggerlo o cercarne un sunto su internet. Un libro è una sfida, un salto nel buio,qualcosa a cui dare una chance di catturare la nostra attenzione.

 

 

Lettura e reti sociali: che cosa ne pensate di questo binomio? Si può essere “social” continuando a essere lettori? Quanto e come siete presenti sulle reti sociali e che impatto hanno queste sulla vostra attività?

Cartolibreria Arcadia PTCredo che i social siano ormai parte integrante della vita quotidiana di ciascuno di noi e anche in special modo del lettore. Vedo che nascono sui social pagine e gruppi di lettori dove ci si scambiano opinioni e suggerimenti su ogni tipo di argomento. Credo che quindi,infondo infondo i social non siano proprio da “buttare via”

Personalmente cerco di far parte anche io della rete social, come lettrice e come libraia; infatti sulla pagina della mia libreria pubblico spesso titoli di ultima uscita, libri semi sconosciuti o sull’orlo del dimenticatoio dando  spazio anche agli autori emergenti Italiani che purtroppo sempre più spesso, vengono ignorati dalle grandi case editrici.

 

Nel nostro gruppo ci sono titoli che ormai hanno raggiunto lo stato di “libri di culto” o veri e propri tormentoni, come la Saga dei Cazalet o I leoni di Sicilia, non sempre a causa della loro qualità artistica ma grazie, soprattutto, a un passaparola costante sulle reti sociali: quali sono i titoli il cui successo vi ha maggiormente stupito e che idea vi siete fatti del motivo di questo successo?

Sinceramente mi stupisco molto del successo dei libri di Fabio Volo. Senza volerne dare un giudizio. Credo che il loro successo sia dovuto alla simpatia verso l’autore,molti che hanno letto un suo libro sono poi andati a cercare altre sue pubblicazioni. E’ un autore piuttosto criticato sia nel bene che ne male ma credo che l’importante sia che sia riuscito a catturare l’attenzione del lettore. Sono infine rimasta molto sorpresa di come J.R.R. Tolkien abbia suscitato grande interesse nei lettori. Il motivo? Forse il fatto di essere un fantasy legato a tradizioni nordiche e non solo,forse molti lo hanno iniziato a leggere sulla scia dei film usciti al cinema tratti da alcuni dei suoi più  grandi capolavori. Essendo,come ho già avuto modo di dire,il nostro paese piuttosto perplesso sul genere fantasy,sono rimasta piacevolmente sorpresa da quanti mi abbiano chiesto titoli di questo autore o successivamente,”qualcosa sul genere”.

 

Qual è il titolo che, secondo voi, diventerà il prossimo “tormentone”?

Difficile da dire, forse in realtà nessuno. Spesso molti libri vengono riscoperti grazie al cinema e speravo che data l’uscita al cinema de “il richiamo della foresta” sarebbero venuti in molti a chiedere dei libri di questo Jack London ma per ora il premio di “tormentone” va a “Harry Potter” di J.K. Rowling che da anni continua ad affascinare grandi e piccini

 

In molti, sul nostro gruppo, si lamentano del fatto che è diventato molto difficile invogliare alle lettura i giovanissimi: in base alla vostra esperienza è vero che i ragazzi leggono sempre di meno? Esiste una strategia che scrittori, librerie, case editrici o chiunque abbia a che fare con giovani lettori potrebbe utilizzare per interessarli di più?

Arcadia cartolibreria ptPurtroppo si, è vero. Ma devo dire che la “colpa” non è tanto dei ragazzi quanto dei genitori. Tanti ragazzi e bambini si soffermano alla vetrina della mia libreria sbirciano i titoli esposti ma i genitori li rimbrottano. Molti sono inoltre convinti che i libri illustrati siano per bambini piccoli, che libri come “Alice nel paese delle meraviglie” di L. Carroll o “il giornalino di Gian Burrasca” di Vamba non siano adatti a ragazzi di 11/13 anni. A volte a spingere la voglia di leggere sono anche le scuole, che forzano i ragazzi a leggere dei libri nelle vacanze estive quando invece vorrebbero leggerne altri più di loro gusto. Si potrebbe invogliare a leggere proponendo edizioni ridotte per i più piccini(quando ero piccolina c’era una casa editrice specializzata per i piccoli lettori e proponeva tantissimi titoli e ce n’era addirittura una che pubblicava libri profumati) e puntare su copertine dai colori accattivanti (anche se non si dovrebbe mai giudicare un libro dalla copertina) e utilizzare materiali riciclati che potrebbero venire in contro al lettore sull’annosa questione del prezzo (sempre un grande problema)

 

 

 

Come vi ponete nei confronti della lettura digitale? La considerate  una risorsa o una minaccia per la vostra attività e per il futuro dell’editoria?

Arcadia Cartolibreria PTDa lettrice potrei dire che la lettura digitale può essere comoda, uno può avere anche cento libri con se in un piccolissimo e leggero supporto ma diventa però una lettura impersonale. La carta è un elemento essenziale per la lettura, il suo spessore, la grana, il colore, il suo odore….sono tutti elementi che il formato digitale non potrà mai emulare. Tuttavia molti sono coloro che amano la versione cartacea e spesso chi prima ha letto in formato digitale poi acquista il libro anche in versione cartacea. All’inizio pensavo che per il povero libro cartaceo non ci sarebbe stata speranza ma dall’avvento del formato digitale molti si sono portati in difesa del caro vecchio libro di carta

 

Consigliate tre libri, secondo voi imperdibili, ai nostri lettori, motivandone la scelta.

Un libro che mi sento assolutamente di suggerire è “il cavallino bianco” di Elisabeth Goudge. Un fantasy in piena regola per ragazzi e non solo che mi ha stregato il cuore,dove una bambina deve affrontare segreti e misteri di un’antichissima villa di famiglia e una maledizione che mette a rischio la vita degli abitanti della valle in cui si trova questa dimora e quella delle sue magiche creature. Un altro titolo è “Skellig” di David Almond . In questo libro i protagonisti sono due bambini che si imbattono in una strana creatura (un uomo gufo? un angelo?) che vive nel garage di uno dei ragazzi e nel cercare di aiutarlo iniziano spiritualmente a crescere vivendo questa avventura come una favola e nello stesso tempo diventano consapevoli del mondo che li circonda e dei problemi quotidiani che si parano loro davanti e spesso,non sempre facili da superare e che  con tenacia e coraggio si può affrontare tutto. Il terzo libro che propongo è un fantasy su cui mi sono imbattuta per caso “quando il diavolo ti accarezza” di Luca Tarenzi. Un fantasy ambientato nella città di Milano dove si affronteranno angeli e demoni. Descrivere questo libro significherebbe rovinarlo,quindi leggetelo e ne resterete catturati almeno quanto me.

 

redazione@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

 

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