LAROSE Louise Erdrich

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LAROSE, di Louise Erdrich

Questo, tra quelli dell’autrice, è il secondo romanzo che leggo; fa parte di una trilogia ma il legame con il romanzo precedente è dato solo dall’ambientazione e dalla citazione di alcuni personaggi, per cui può benissimo essere letto come un romanzo singolo. Ecco le mie impressioni su un libro che mi ha favorevolmente colpito.
LAROSE Louise ErdrichLa morte del piccolo Dusty, dovuta a una tragica fatalità, distrugge l’armonia di due famiglie fino ad allora vicine e amiche; per cercare di salvare un equilibrio che sembra davvero un ricordo, Landreaux e Emmaline decidono di affidare LaRose, il loro figlio più giovane, all’altra coppia. Sarà una decisione che metterà in moto un’incredibile girandola di eventi e costringerà tutti i protagonisti a vedere la vita con occhi diversi. Toccante storia familiare che prende le mosse da un evento tragico e capace di scatenare i più cupi istinti sopiti nell’animo umano, LaRose è una storia di amore, tenerezza, speranza e rabbia: il lettore percepisce i confusi sentimenti dei personaggi e li segue nel loro personalissimo percorso di elaborazione del lutto, mentre intorno a ognuno la vita continua, gli anni passano e i nodi vengono, inesorabilmente, al pettine ma districarli potrà essere una condanna o un sollievo, a seconda dei casi.
La vicenda è ambientata in una riserva indiana del North Dakota che, con le sue storie di emarginazione e disagio sociale, fa da sfondo alle vicende dei protagonisti creando un interessante sotto-testo di contrasti fra tradizioni e necessità di integrazione nel quale si legge anche una precisa denuncia politica per le condizioni di vita dei nativi e per il poco interesse che c’è intorno alla loro cultura tradizionale.
La scrittura di Louise Erdrich è fluida, descrittiva e con pochi dialoghi, strumento con la quale l’autrice gestisce i molteplici punti di vista attraverso i quali è narrata la storia e anche le diverse trame che in essa si intrecciano: purtroppo, la traduzione italiana non le rende giustizia con diversi gli al posto di loro o -le, fastidioso segno di sciatteria, secondo me. Nonostante questo, è una lettura consigliata per la sua originalità e per l’abilità con cui è condotta.
Recensione di Valentina Leoni
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