L’ANIMALE SELVAGGIO Joël Dicker

L’ANIMALE SELVAGGIO, di Joël Dicker (La nave di Teseo – marzo 2024)

Recensione 1

“Un thriller mozzafiato”, così viene definito in tutte le critiche che ho letto questo ultimo lavoro di Joel Dicker ed in effetti lo è. Per chi ama queste storie improbabili, dove ad ogni pagina c’è un colpo di scena, qualcosa che ti riserva una sorpresa e che non ti aspetti, questa è, senza dubbio, una lettura ideale.
Un po’ di slealtà, un po’ di cattiveria, un po’ di sesso e un po’ di violenza, il tutto inserito in un quadro di ricchezza improbabile e innaffiato da fiumi di champagne che accompagnano pietanze prelibate.
Insomma gli ingredienti per farne un libro che scala le classifiche ci sono tutti.

Personaggi altrettanto improbabili, troppo belli, troppo ricchi, troppo imbroglioni che si aggirano tra splendide case fra Ginevra e Saint Tropez maneggiando fiumi di denaro che …non hanno. Di nessuno di loro si studia la psicologia neanche minimamente, sono personaggi ad una dimensione che non riescono a comunicarti assolutamente nulla.
Alcuni passi, nella loro ingenuità, sono addirittura imbarazzanti, decisamente ingenui e descritti con trovate così poco realistiche da essere quasi fantastiche. Per non parlare di parti sentimentali giusto un gradino più su di Harmony.
Certo l’intreccio con i suoi sbalzi temporali (che spesso ti fanno sentire poco attento anche se non lo sei) ti fa desiderare di sapere “come andrà a finire” ; ma, a mio parere, al di là di questo non c’è altro.
Insomma un ottimo prodotto editoriale per far soldi.
Tutt’al più la classica lettura da ombrellone

Recensione di Teresa Chi

Recensione 2
Due ladri svaligiano una gioielleria di Ginevra.

Aspettate ! Prima bisogna fare un passo indietro per scoprire cosa alberga all’interno di una famiglia ricca, felice e stimata.

E poi c’è un poliziotto profondamente invaghito della donna, invidioso del marito e che odia il destino che ha scelto di farlo appartenere ad una famiglia normale.

Troppo normale.

Ma il passato, creduto oramai sepolto, decide un giorno di bussare alla porta… e tutto cambierà.

Dicker decide di non accontentarsi di una “semplice” rapina perché dal suo cappello a cilindro estrae una storia ingegnosa e palpitante in cui i protagonisti sono più di uno così come i loro inquietanti segreti.

Si può forse criticare l’autore per il suo stile semplice e per qualche dialogo un pochino romanticone, ma come faccio a non dedicare una standing ovation a chi mi ha fatto purtroppo divorare 400 pagine in mezzo giornata? ( così come gli altri suoi, giorno più, giorno meno)

I suoi celebri salti temporali? Se un giorno decidesse di eliminarli, dirò: “Addio Joël “

Voto 8.5 ( un passo dietro Harry Quebert e Baltimore, capolavori nel loro genere secondo me)

Recensione di Marcello Avigo

L’isola dei tesori, dove gli animali sono preziosi

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