L’AMORE È UN DIO Il sesso e la polis Eva Cantarella

L'AMORE È UN DIO Eva Cantarella Recensione UnLibro

L’AMORE È UN DIO Il sesso e la polis, di Eva Cantarella

 

Eva Cantarella, storica e saggista di grande successo, ha insegnato Diritto greco antico  e Istituzioni di Diritto Romano all’Università Statale di Milano fino al 2010, quando è stata messa a riposo per raggiunti limiti di età; ha pubblicato molti saggi specialistici ma anche di divulgazione, diretti ad un pubblico più vasto.

L'amore è un dio Eva Cantarella Recensione UnLibroL’idea di scrivere un libro che raccontasse qualcosa di diverso ed accessibile anche ai non addetti ai lavori  è stata ispirata dal successo di una serie di trasmissioni radiofoniche condotte dall’autrice nel 2005, dal titolo Sex and the polis, nelle quali ha raccontato alcuni aspetti della vita privata degli antichi greci e romani.

Convinta che le nostre radici debbano essere patrimonio comune e il più possibile diffuso, Eva Cantarella racconta, con una prosa fluida ed accattivante, quegli aspetti della cultura greca troppo spesso trascurati a favore della filosofia, delle scienze, della politica, del teatro: i rapporti familiari, il costume, la relazione tra i sessi, le pratiche sociali.

Nasce così L’amore è un dio, un saggio di sociologia e sessuologia ma anche il racconto di miti, leggende e storie vere che illustrano in ogni sfaccettatura i rapporti amorosi e la concezione che ne avevano i Greci: a partire da Eros e gli altri dèi  per passare a Medea, Elena, Edipo ed Antigone, Ulisse e Penelope, per non parlare dei rapporti fra persone dello stesso sesso, argomento controverso e poco conosciuto, benché naturale e socialmente adeguato nella cultura greca, e molto altro.

Ne emerge un quadro molto diverso, umano e più vicino alla nostra realtà, di un popolo al quale dobbiamo gran parte della nostra cultura ma del quale, spesso, conosciamo solo i fondamentali. Eva Cantarella ci conduce in un mondo intimo e quotidiano, con racconti scritti con un piglio divertente ed ironico, ma con l’estremo rigore storico che ci si può aspettare da una studiosa di questa levatura.

Recensione di Simona Vagaggini

 

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