LA VASCA DEL FÜHRER Serena Dandini

Einaudi

LA VASCA DEL FÜHRER, di Serena Dandini

Quante volte si usa dire che con la vita di questo o quel personaggio ci si potrebbe fare un film!

Bene, con la vita di Elizabeth Miller, nota come Lee Miller, a quanto ci racconta Serena Dandini in questa bella biografia, credo che di film se ne potrebbero fare almeno una mezza dozzina.

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Personaggio incredibile Lee Miller, prima modella poi fotografa e fotoreporter poi corrispondente di guerra al seguito delle truppe americane nella Francia occupata dai nazisti. Una donna bellissima, avanti sui tempi di un paio di generazioni.

La Dandini è bravissima. Per me una sorpresa. Di lei avevo una buona immagine di donna di spettacolo ironica e intelligente ma non la pensavo fine scrittrice e appassionata biografa.

Serena ci racconta con un linguaggio empatico ed efficace la vita di una donna che ha vissuto buona parte del secolo scorso anticipando continuamente i tempi e sfuggendo alla morale dominante che relegava, e in buona parte tutt’oggi relega, la donna ad una dimensione accessoria dell’uomo.

Lee è bellissima, intelligente e irrequieta. Giovanissima è una delle fotomodelle più ricercate di New York. Nel 1929 si trasferisce a Parigi e intreccia una relazione sentimentale e artistica col famoso fotografo Man Ray che le insegna il mestiere. Lee apprende l’arte della fotografia. Siamo negli anni trenta del secolo scorso e la fotografia è molto diversa da adesso: macchine di grande formato, lastre fotografiche, camera oscura, acidi ecc. ecc.

Lee è introdotta nella stimolante mondanità di Parigi e si muove con grande disinvoltura. E’ quasi impossibile stargli dietro. Sono suoi amici Pablo Picasso, Max Ernst e cento altri famosi personaggi dell’arte e della moda. E’ influenzata dalla cultura surrealista.

La sua vita accelera. Proprio quando è perfettamente ambientata a Parigi torna a New York e apre uno studio fotografico col fratello. Poi sposa un Egiziano e si trasferisce al Cairo e di quel periodo lascia splendide foto di paesaggio. Ancora viaggia per l’Europa: Grecia, poi di nuovo la Francia e gli amici di un tempo, nuovi amori.

Ma su questa vita bohemienne e sulla vita di milioni di altre persone incombe, ormai sempre più pressante, la follia nazista. Lee vive forse gli ultimi mesi di spensierata libertà in Costa Azzurra con Picasso e gli amici di sempre e col compagno di turno, Roland. Con lui è a Londra negli anni della guerra e diventa corrispondente dal fronte testimoniando con immagini e parole i bombardamenti tedeschi.

Con lo sbarco in Normandia è la prima donna giornalista al seguito dell’esercito americano. Visita i campi di concentramento appena liberati e ne documenta l’orrore. E’ accompagnata da David Scherman fotografo e compagno del momento. Dopo aver visto e documentato gli indicibili orrori della follia nazista i due fotografi sono a Monaco di Baviera nell’appartamento di Hitler (che proprio in quel momento mette in atto il proprio suicidio nel bunker di Berlino). L’appartamento è comodo e pulito e incredibilmente dotato di acqua calda, bizzarra isola di tranquillità nel mare della guerra. Lee si spoglia dei vestiti e lava via lo sporco e l’odore della morte che la perseguitava da giorni. David la ritrae nella vasca del fuhrer. Questo evento è il titolo, l’ispirazione e l’incipit e la parte finale del libro.

Quella bellissima foto, che è possibile vedere facilmente con una semplice ricerca su internet, ha un significato altamente simbolico. Quel momento per Lee è anche un bivio. La nuova vita, in tempo di pace, non sarà più come prima. Lee non si abituerà alla pace, alla vita ordinaria, al figlio, non programmato, che avrà a quasi a quaranta anni.

Un bellissimo affresco di una donna emancipata e geniale e, lo ripeto, bellissima. Un libro scritto molto bene. Una biografia ma anche un romanzo. Molti romanzi sono meno “romanzati” della vita della nostra protagonista.

Consigliato senz’altro.

Recensione di Stefano Benucci

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