IL SISTEMA PERIODICO Primo Levi

Einaudi
IL SISTEMA PERIODICO Primo Levi

IL SISTEMA PERIODICO, di Primo Levi

(con intervista all’autore di Philip Roth)

Gli occhiali del chimico per leggere il mondo, la penna dello scrittore per provare a spiegarlo, perché “vincere la materia è comprenderla, e comprendere la materia è necessario per comprendere l’universo e noi stessi”.
Il sistema periodico Primo Levi
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L’insieme dei 21 racconti che si dispiegano in questo libro è uno strumento prodigioso col quale scoprire, apprezzare, capire “un’anima sola, capace e senza saldature”, come l’ha definita Roth, che vede coesistere inscindibilmente lo scienziato e lo scrittore e, per loro tramite, l’uomo che è stato Primo Levi. I 21 elementi della tavola periodica vi si succedono accompagnando ciascuno una storia in virtù di una loro intrinseca caratteristica o dell’associazione a un determinato evento, vissuto, sentito o creato con la fantasia.
Vengono così ripercorsi gli anni più importanti della giovinezza, l’attesa della guerra e il delirio nazista, Auschwitz e la risalita dagli inferi, quando la penna di Levi acquisisce una maturità e consapevolezza che permea di sé queste pagine:
“Lo stesso mio scrivere diventò un’avventura diversa, non più l’itinerario doloroso di un convalescente, non più un mendicare compassione e visi amici, ma un costruire lucido ormai non più solitario: un’opera di chimico che pesa e divide, misura e giudica su prove certe, e s’industria di rispondere ai perché. Accanto al sollievo liberatorio che è proprio del reduce che racconta, provavo ora nello scrivere un piacere complesso, intenso e nuovo, simile a quello sperimentato da studente nel penetrare l’ordine solenne del calcolo differenziale. Era esaltante cercare e trovare, o creare, la parola giusta, cioè commisurata, breve e forte; ricavare le cose dal ricordo, e descriverle col massimo rigore e col minimo ingombro. Paradossalmente, il mio bagaglio di memorie atroci diventava una ricchezza, un seme; mi pareva, scrivendo, di crescere come una pianta”.
Si tratta infatti di un testo ricco, che non vuole porsi come trattato di chimica o autobiografia, ma come insieme di microstorie che tenti di convogliare ai profani il sapore forte ed amaro del mestiere di chimico, che è poi “un caso particolare, una versione più strenua del mestiere di vivere”. Tutto viene analizzato, intuito, saggiato attraverso questa lente speciale, dai primi fermenti di giovinezza alla fierezza e tragicità dell’essere ebreo, dalla curiosità e voglia di sperimentare alle difficoltà di ogni ordine con cui esse si scontrano, dai primi amori alla necessità ineludibile di restare lucidi anche di fronte all’orrore.
Ci sono pagine molto intense, come quelle tratte dal racconto ‘Ferro’, che rievoca Sandro, amico di gioventù e di curiositas, o dal racconto ‘Vanadio’ , in cui viene rammentato l’incontro a posteriori avuto con un ufficiale tedesco conosciuto durante l’esperienza del lager, rispetto al cui probabile pentimento viene ribadito l’imperativo morale di non poter più restare inermi di fronte ad Auschwitz.
E nonostante tutto, come si percepisce un po’ ovunque tra le righe e poi in maniera esplosiva nel racconto di congedo, ‘Carbonio’, questo libro è anche un elogio alla vita, alla sua mirabile e incessante opera di trasformazione e rinnovamento, attutendone spesso l’irruenza e filtrandone l’imprevedibilità con le lenti acute dell’ironia.
Un libro sorprendente ed edificante, che mi ha fatto guardare con occhio diverso alla chimica e al suo smisurato universo di legami, accidenti e connessioni, a tutta la vita in essa racchiusa!

Recensione di Magda Lo Iacono

IL SISTEMA PERIODICO, di Primo Levi

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