LA STAZIONE Jacopo De Michelis

Feltrinelli KOBO Fomia maggio

LA STAZIONE, di Jacopo De Michelis

 

Recensione 1

Difficile fare la recensione di un libro quando, leggendo i ringraziamenti vedi scritto che l’autore ci ha messo otto anni per scriverlo.

Mi è piaciuto? Mah, non so nemmeno io se mi sia piaciuto o meno, certo 658 pagine di ebook sono tante e per certi versi non vedevo l’ora di arrivare alla fine, però, a mio avviso, l’autore ha messo troppa carne al fuoco e alla fine…

Bella l’idea di ambientare questa storia alla Stazione Centrale di Milano, da oggi la guarderò sicuramente con occhi diversi.

Ma veniamo alla storia. Da una parte un ispettore di polizia Riccardo che più strampalato di così non poteva essere, che si ritrova ad indagare su una serie di fatti strani che avvengono in Stazione Centrale.

Dall’altra, Laura, figlia della Milano benestante dotata di un dono, ma non si riesce a capire quale sia, che presta volontariato in una associazione che ha sede proprio alla Stazione Centrale. Saranno due bambini che giocano da soli in stazione Centrale ad attirare la sua attenzione. Si viaggia anche nel tempo e ad un certo punto si viene catapultati nel 1944.

Nel mezzo la vita al di sotto della Stazione Centrale, fatta di tanti disgraziati che hanno deciso che la vita al buio sia forse meglio di quella alla luce. Non mancano i poliziotti corrotti, i rapimenti, i riti wodoo, tutta questa parte io l’avrei saltata, ma forse fa parte di quelle parte fantasy del libro di cui parlavo sopra, la ricerca della verità, da parte di Laura e la soluzione del caso da parte di Riccardo.

Alla fine tutti i nodi vengono al pettine, ma è proprio questo che alla fine ti lascia l’amaro in bocca perché alla fine dietro un caso da risolvere e due bambini da rintracciare, c’è veramente troppa ma troppa roba.

Recensione di Erika Marinoni

Recensione 2

La storia narrata si svolge a Milano nei primi anni 2000 e ha come protagonista Riccardo Mezzanotte, un giovane ispettore di polizia, figlio d’arte.

La sua seconda o meglio prima casa è diventata da pochi giorni, la monumentale stazione centrale di Milano.

Carattere focoso, poco incline alle regole, mina vagante ma pronto a farsi in quattro per aiutare qualcuno, Mezzanotte scopre girando per la stazione, una serie di animali selvaggiamente mutilati.

Chi può essere stato ? Quale potrebbe essere il profilo del killer a quattro zampe ?

In reparto viene deriso perché il caso non interessa a nessuno ma il nostro ispettore è convinto che dietro questa carneficina si possa nascondere qualcosa di molto grave o addirittura angosciante.

Intanto conosce Laura Cordero, volontaria in un centro di assistenza per disadattati della stazione. Bella, ricca, enigmatica e ora novella investigatrice che non a caso scopre qualcosa di inquietante nei dintorni della centrale. Nulla ha che vedere con animali. Eppure…

Prepariamoci ad un lungo viaggio tra i sotterranei misteriosi della stazione di Milano. Un viaggio irto di pericoli ma estremamente appassionante.

Leggendo questo libro mi sono sentito esploratore nel “Viaggio al centro della terra ” per poi trasferirmi sul set di un film poliziesco fino a calarmi totalmente in atmosfere sataniche condite da riti wudù.

Tutto ciò restando sempre comodamente aggrappato al filone della storia al punto da desiderare di cambiare frequentemente ruolo e scenario.

Questo libro è il risultato di un grande piatto dove gli ingredienti sono perfettamente amalgamati tra loro : giallo poliziesco, romanzo storico, romanzo d’avventura e una piacevole spolverata di thriller.

Complimenti

allo chef..ops autore che ha utilizzato una scrittura scorrevole e incalzante, alternando sapientemente dialoghi e descrizioni senza dimenticare il coraggio di lanciarsi in una sfida insidiosa: correre senza soste per ben 870 pagine !

Recensione di Marcello Avigo

LA STAZIONE Jacopo De Michelis

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Feltrinelli KOBO Fomia maggio

1 Commento

  1. Possibile apprezzare un romanzo che in poche pagine di estratto sfodera alcuni sfondoni lessicali da matita rossa? Per esempio: “Torna pure a fare il tuo lavoro, *******, che il mio lo so fare…” , senza accento sul che!? L’Autore conosce la differenza tra che e ché (perché)? Non sembra.
    “Chiamò quattro uomini e gli fece cenno di seguirlo”, “gli”? Ma non erano 4? Dov’è finito il corretto “loro”? Sorvoliamo sulle descrizioni ridondanti, noiose, macchinose… Per arrestare un tifoso violento su un treno in una situazione peraltro inverosimile, servono 6 pagine, quando sarebbero troppe 6 righe. Mah!

Commenti

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