LA STATUA DI SALE Gore Vidal

La statua di Sale G. Vidal Recensioni Libri e News Unlibro

LA STATUA DI SALE, di Gore Vidal

Recensione 1

Questo romanzo è l’opera che impose il nome di Gore Vidal all’attenzione mondiale.

La statua di sale Gore Vidal Recensioni Libri e News UnLibroJim e Bob sono amici, frequentano insieme l’ultimo anno di liceo fino al giorno in cui l’amicizia si trasforma in qualcosa di più complesso, che si consuma durante un irripetibile fine settimana sul lago.
In seguito, le loro strade si dividono ma a Jim rimane un unico pensiero in testa: ritrovare Bob, riallacciare con lui quell’idillio interrotto anni prima ma mai dimenticato.

Sicuro che anche Bob provi lo stesso sentimento, Jim persegue senza sosta il suo scopo, senza però rivelarlo apertamente, anzi nascondendolo nella ricerca della compagnia di altri uomini, in una sorta di odissea amorosa, destinata a concludersi a New York, dove finalmente i due si incontrano di nuovo, e dove la storia vira improvvisamente verso un inaspettato e drammatico finale.

 

Questo romanzo è, a mio parere, un ottimo esempio della letteratura americana moderna, perfettamente costruito e reso in una prosa impeccabile: l’autore, nel 1948, dà un lettura dell’omosessualità maschile del tutto inedita a quel tempo, rendendo protagonisti della sua storia due ragazzi comuni, al di fuori di quei cliché ghettizzanti, ma tutto sommato rassicuranti, a cui erano abituati i lettori dell’epoca e che ancora vengono proposti, seppur in misura minore.

Profondo e meditato lo scavo psicologico tramite il quale l’autore fa emergere i personaggi soprattutto quello di Jim, che a lungo fu creduto autobiografico, il quale risulta una figura mossa solo dalla cecità dei suoi intenti, spinto ad agire solo dalla certezza che i suoi sentimenti siano ricambiati: il dramma per lui non nasce dall’amore contrastato, ma dalla presa di coscienza che la situazione è diversa da quella da immaginata.

 

Questa passione monopolizzatrice, questa esistenza cristallizzata con un solo scopo nella vita, mentre intorno a lui altre esistenze si sviluppano, senza che Jim quasi le noti, sono i veri temi cardine del libro, che spiegano la scelta del titolo italiano, più legato all’essenza del romanzo rispetto alla traduzione letterale, ma più incolore, dell’originale The City and the Pillar.

Recensione di Valentina Leoni 

 

Recensione 2

Jim Willard è bello atletico e riservato, vive nel perbenista stato della Virginia ed è innamorato del suo miglior amico Bob.
In un week end particolare Jim avrà un incontro d’amore con lui e trascorrerà molti anni della sua vita ad aspettare il suo amato.

Nel frattempo condurrà una vita sopra le righe, viaggerà insegnerà a giocare a tennis, frequenterà ambienti bene e vivrà relazioni con personaggi equivoci rompendo ogni schema scegliendo e accettando di vivere apertamente la sua omosessualità. Avrà molte storie, con il divo Ronald Show, con lo scrittore Paul Sullivan e con l ‘ereditiera Maria, ma nessuno di loro riuscirà a conquistare il suo cuore.

Il pensiero fisso sarà solo per Bob, l’amico di gioventù che però non è rimasto fermo alla notte d’amore con l’amico ma è andato oltre.

 

 

“The city and the pillar” è il titolo originale del romanzo “La statua di sale” scritto nel 1947 da Gore Vidal che cita il passo di Lot della Genesi.

Romanzo che all’epoca scandalizzò l’America per il tema trattato, quello dell’omosessualità.
Il celebre “New York Times” si rifiutò di recensirlo e il settimanale “Life” addirittura lo accusò di aver dato una immagine negativa dell’America.

Anche se i maggiori quotidiani americani si rifiutarono di parlarne, il romanzo in poche settimane divenne un bestseller.
All’epoca infatti si considerava l’argomento scabroso e l’omosessualità addirittura una malattia mentale.

 

 

Nel libro di Vidal infatti Jim è un uomo normalissimo, non ha nulla di malato, è mascolino come Bob, entrambi non hanno alcun vezzo femminile, sono ragazzi americani e proprio da questa normalità che nasce lo scandalo.

Non si tratta di effeminati solitari o travestiti ed è proprio questa la novità del romanzo, la rottura degli schemi precostituiti stereotipati legati a questa problematica.

Jim vive in un ambiente provinciale, non riesce ad esprimere il suo vero essere ma sarà proprio l’attrazione verso Bob a farlo uscire dalla sua immobilità verso una consapevolezza della sua sessualità.

L’immobilità di Jim si avverte anche nei suoi discorsi che sono piatti e oggettivi e non fanno emergere alcuna emotività del suo stato d’animo.

 

 

Jim sarà spinto per tutto il romanzo dai suoi sentimenti, la passione per Bob è l’unico scopo della sua vita, le vicende che gli accadono le subisce fino all’epilogo che gli farà conoscere una verità molto diversa da quella che aveva fino a quel momento immaginato.

Romanzo controcorrente e coraggioso, una storia sospesa tra idillio romantico e passione distruttiva che nonostante siano passati tanti anni è attualissima anche grazie allo stile e alla prosa di Gore Vidal, diretta e moderna.
Il versetto biblico del titolo incuriosisce e ci si chiede a cosa possa riferirsi.

Rimanda all’immobilità di Jim che rimane fermo e in attesa per buona parte del romanzo.
“Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale”.

Recensione di Gabriella Patriarchi

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