LA SINAGOGA DEGLI ICONOCLASTI J. Rodolfo Wilcock

LA SINAGOGA DEGLI ICONOCLASTI, di J. Rodolfo Wilcock (Adelphi)

Profili inattendibili di uomini non illustri punteggiano un libro che rimanda come uno specchio deformato caricature di inventori, ciarlatani e scienziati da strapazzo, vissuti (vissuti?) a cavallo tra Ottocento e Novecento. Ci imbattiamo così in chi vuol cristallizzare il sale in forma di pollo, in chi crea un ateneo universitario dedicato alla propria persona e in chi sostiene che la terra sia formata da cinque sfere concentriche. Tutti rincorrono l’irrefrenabile vocazione degli utopisti alla megalomania, nella smisurata ricerca di abbinare al futile il dilettevole verso un’immeritata fama. Il tempio innalzato agli iconoclasti da Wilcock è un altare di sabbia in riva al mare, profuma di Borges, ma non indulge al retrogusto amaro, anzi sbalordisce per geniale ironia che demistifica ogni tratto che al contrario vorrebbe ammantarsi di seriosa attendibilità. Scritto in italiano nel 1972, nonostante il peso degli anni, rivela un’insospettabile flessibilità nell’adattamento ai tempi d’oggi, dominati dalla vanità di vanità.

Recensione di Riccardo Del Dotto

LA SINAGOGA DEGLI ICONOCLASTI J. Rodolfo Wilcock

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