La rinascita dello Storico Cinema Teatro Odeon a Firenze

La rinascita dello Storico Cinema Teatro Odeon a Firenze

VISITANDO IL CINEMA TEATRO ODEON- LIBRERIA GIUNTI DI FIRENZE

Recitano alcuni versi di una canzone di Eros Ramazzotti, artista molto lontano dai miei gusti, “Hanno buttato giù l’Odeon e ci faranno un discount, un altro sogno che uccidono, un’altra volgarità”; possiamo dire che almeno per il cinema teatro Odeon di Firenze il sogno è ancora vivo, anche se in una veste nuova. La vita del Palazzo dello Strozzino, in pieno centro- e delle attività culturali al suo interno non è stata facile in questi anni, e forte era il timore che potesse fare una fine simile a quella di altri edifici illustri del capoluogo toscano, e penso al bar Gambrinus o al bar Giacosa per fare due esempi a caso.

Del resto è il destino delle grandi città, tanto in Italia quanto nel resto d’Europa, in un processo di metropolizzazione cronico-degenerativa, cedere alle grandi catene i suoi spazi folcloristicamente più significativi, omologandosi e divenendo tutte simili tra loro, dei grandi centri commerciali a cielo aperto; si aggiunga a questo la crisi delle librerie storiche della nostra città e la loro progressiva chiusura e si capisce benissimo come i timori fossero ampiamente fondati. Sapere poi che il complesso sarebbe diventato una libreria Giunti ha notevolmente risollevato gli animi, ma da qui a festeggiare senza prima aver visto concretizzarsi il tutto ce ne passa.

Ed eccomi dunque qui a varcare la soglia del teatro per toccare con mano la novità, una novità da cui sono uscito, lo dico subito, ampiamente gratificato e riconoscente.
Da applaudire, innanzitutto, la decisione di lasciare la struttura sostanzialmente invariata, la libreria infatti si sviluppa nello spazio che un tempo era la platea, con scaffali di libri a formare dei fantomatici corridoi in un open space ordinato e armonico, mentre sul fondale vengono proiettati vecchi film in bianco e nero del cinema muto, il tutto in un’atmosfera affatto caotica. Salendo poi le scale e accedendo al piano superiore troviamo galleria e palchi dove la gente può accomodarsi a leggere sulle vecchie poltroncine tirate a lucido o sedere ai tavolini dell’annesso Caffè: e anche qui non si possono ignorare i classici arredi rimessi a nuovo rispettandone la natura originaria senza invasività.

Si esce quindi soddisfatti, consapevoli e risollevato per aver assistito non a un’invasione ma a un’evoluzione.

Certo, i nostalgici del cinema che ha regalato alla loro infanzia e adolescenza capolavori della Disney o film di culto, spingendosi fino a un’anteprima nazionale del primissimo “Guerre Stellari”, potranno giustamente provare turbamento di fronte a questo cambiamento, ma va detto che tentare di recuperare una struttura vittima, come altre, del progresso e dell’avanzare impetuoso dei Multisala, in questo modo porta con sé, al di là delle ovvie motivazioni commerciali, una sana dose di rispetto per la storia di questo luogo, atteggiamento che difficilmente abbiamo trovato in passato.

Nell’uscire, infine, l’occhio cade inevitabilmente sulla scritta dorata sopra il fondale, i versi di Lorenzo il Magnifico “Chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza”: non sappiamo se questa nuova vita del cinema teatro Odeon sarà destinata a durare e per quanto, ma di certo quando si scommette sulla cultura piuttosto che sul consumismo e si apre una libreria invece che un discount, o anche di peggio, per lo meno ci troviamo di fronte a del coraggio, e di questo oggi non possiamo che essere lieti.

Di Enrico Spinelli

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