LA PRIGIONE Georges Simenon

Feltrinelli KOBO Fomia maggio
Simenon

LA PRIGIONE, di Georges Simenon

 

Simenon

Alain ha trentadue anni ed è un uomo ricco e affermato. Dirige una rivista di successo. Vive a Parigi e conosce tutte le persone più importanti. Conduce una vita frenetica dividendo il tempo tra gli impegni di lavoro, quelli mondani, la moglie, che incontra quasi di sfuggita tra un impegno e l’altro, e le numerose amanti occasionali. Tra le altre scappatelle c’è stata anche la cognata, la sorella di sua moglie; questa storia però è finita da circa un anno.

Un giorno, mentre Alain torna a casa sotto un diluvio torrenziale, (è così che comincia il libro) c’è un agente di polizia che lo aspetta e lo prega di seguirlo nella sede della polizia giudiziaria perché è successo qualcosa di imprecisato a sua moglie. Gli chiede anche se ha una pistola e dov’è. Alain non trova la pistola ma questa è una sorpresa di poco conto al confronto di quella che gli comunica poco dopo il commissario. Sua moglie ha assassinato la sorella senza apparenti spiegazioni.

E’ un avvio velocissimo, scoppiettante. Alain racconta al commissario della sua relazione con la cognata ma è incredulo. Si tratta di fatti ormai vecchi, che la moglie non conosceva e, inoltre, ci sono stati altri tradimenti…. Non è possibile arrivare al delitto passionale per cose ormai vecchie e prive di importanza!
Il romanzo scorre ancora veloce su due strade distinte. Da un lato i fatti: l’avvocato, l’incontro con la moglie, i rapporti col cognato e col suocero, la gente che lo vede per strada o al ristorante e lo riconosce. Dall’altro lato c’è, come al solito -e Simenon è un maestro- l’analisi continua e puntuale del protagonista e della sua psicologia. Alain è tormentato dagli interrogativi, dai rimorsi, dalla voglia di interpretare quello che è successo. Non riesce a capire, a trovare un equilibrio, a riallinearsi con la sua quotidianità e si rifugia in un nevrotico e continuo abuso di alcool.

L’indagine del commissario fornisce una spiegazione a sorpresa del gesto della moglie di Alain e inevitabilmente finisce per scatenare ulteriori ripercussioni sul nostro protagonista…..
Un romanzo breve, tutto sommato semplice, una narrazione potentissima, con ottimi dialoghi. Un protagonista sezionato in tutte le sue sfaccettature psicologiche e un finale con due sorprese. Un Simenon duro e crudo. Molto bello.

Recensione di Stefano Benucci

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LA PRIGIONE Georges Simenon

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