La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga: L’Agente Segreto dell’Inquisizione di Stato Marco Leon (Paolo Lanzotti)
Puntata n. 97
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L’Agente Segreto dell’Inquisizione di Stato Marco Leon
Gentiluomo per vocazione, indagatore per necessità, Marco Leon è uno di quei personaggi che sembrano usciti da un dipinto del Settecento… se non fosse che vive nella Venezia del 1700, tra maschere, intrighi e una nebbia che confonde le coscienze più della vista.
Nobile decaduto, per aver inseguito i propri principi, della Serenissima e spirito libero sotto la parrucca incipriata, Leon incarna il fascino colto e disincantato di chi ha letto molto, osservato ancora di più, e imparato presto a non fidarsi di nessuno.
Non è un eroe d’azione, ma un fine tessitore di deduzioni, abile a navigare tra salotti raffinati e calli maleodoranti, tra il Doge e l’ultimo dei gondolieri. Armato di eloquenza, ironia e una certa malinconia velata, Marco Leon affronta delitti e complotti con il garbo di chi sa che la verità, a Venezia, si nasconde dietro più maschere che durante il Carnevale.
Lo stile di Paolo Lanzotti è elegante, cesellato, ricco di sfumature linguistiche e storiche. La scrittura avvolge come un broccato veneziano: densa, colta, ma mai stucchevole. Ogni pagina è un tuffo in un’epoca luminosa e corrotta, dove la bellezza è intrisa di ambiguità, e la giustizia… va cercata tra le pieghe della Storia e dell’animo umano. Marco Leon non corre: danza, ragiona, osserva. E, quando serve, colpisce. Sempre con stile.
Di Vincenzo Anelli


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