AYLA FIGLIA DELLA TERRA Jean M. Auel

AYLA FIGLIA DELLA TERRA, di Jean M. Auel (TEA)

Il primo approccio che abbiamo con la preistoria, da sempre, è alle elementari, quando ci parlano per la prima volta di “evoluzione della specie”.

Tante sono le teorie, tante sono state e sono ancora le scoperte, e la nostra conoscenza in merito si arricchisce sempre di più.

Famosi sono i reperti trovati, che ci aiutano a datare e a ricostruire una storia, che altrimenti resterebbe sepolta.

La tendenza è trattare tutto e tutti come oggetti ed è molto semplice il motivo: viene ricostruita la storia attraverso il ritrovamento a volte di piccoli frammenti, a volte davvero di oggetti veri e propri.

Questo romanzo, ormai parecchio datato, ha l’enorme pregio di ricordarci che quei reperti in un momento molto lontano sono stati esseri umani.

Persone, magari diverse da noi per molti aspetti, ma comunque dotati di vita, che hanno compiuto scelte, che ne hanno determinato l’evoluzione o l’estinzione.

Ayla è un’orfana moribonda, che viene trovata da una “donna di medicina” e adottata nella comunità di quest’ultima.

Sembra una storia molto semplice ed in effetti lo è.

Poi pian piano inizi a scoprire le dinamiche del “Clan”, la comunità che non senza difficoltà, si vede costretta a considerare Ayla come una di loro.

Ma lei non lo è… Ayla è diversa… Ayla è più di loro…

Ho apprezzato la delicatezza tagliente con cui l’autrice ci mostra tutti i meccanismi che girano attorno all’ignoto.

Accanto a interessanti scene di vita quotidiana ci sono tutti quei sentimenti semplici che ancora oggi riconosciamo perché ce li abbiamo dentro proprio da quei tempi atavici così lontani da noi.

L’amore che unisce una madre a un figlio, le dinamiche forte/debole che sono i fondamenti delle comunità umane.

E poi la conoscenza… questa “sconosciuta” che dall’alba dei tempi ci fa paura.

Siamo portati naturalmente a nominare e creare mondi soprannaturali per cercare di spiegare ciò che ci è ignoto.

Ci sono testimonianze fossili che ci dicono che già allora accadeva ciò.

Nel romanzo Creb è un grande sciamano ed è colui che più di tutti comprende che Ayla è diversa e che questa diversità difficilmente potrà convivere con loro.

Questo è il primo di tutta una serie di libri che ci raccontano l’evoluzione attraverso le persone.

In alcuni punti mi sono commossa ed è per questo che lo consiglio. Vedremo se i prossimi saranno all’altezza di questo!

Recensione di Rita Annecchino

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