LA MISTERIOSA FIAMMA DELLA REGINA LOANA Umberto Eco

LA MISTERIOSA FIAMMA DELLA REGINA LOANA, di Umberto Eco

“Non puoi andare avanti, se prima non vai indietro”. Sin dalle prime pagine viene centrato subito il tema portante della MEMORIA, della sua basilare importanza per avere coscienza di sé, consapevolezza del proprio vissuto.

Un libraio antiquario si ritrova senza la benché minima memoria autobiografica, ricordando, invece, alla perfezione, parole, concetti, enunciati, titoli, testi, interi brani di tutto ciò- ed è tanto- che nella sua vita ha letto.

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Una memoria di carta la sua, ed è sempre alla carta che si rivolge, per ricostruire, quasi come un detective, la propria identità, il suo passato. Segue tracce, decifra segni per tentare di colmare questo vuoto assoluto. E’ nella vecchia casa di campagna dei nonni che inizia la sua solitaria, personale, ricerca del tempo perduto attraverso oggetti, ambienti, odori, dettagli, e nel solaio come una camera del tesoro, troverà di che nutrirsi.

 

Un libro fortemente visivo questo, quasi un catalogo ragionato di manufatti cartacei popolari, collezionati dal nonno e rubati, poi raccolti e sfogliati durante l’infanzia e l’adolescenza, che evocano da una parte ricordi personali, dall’altra ci restituiscono un affresco degli anni ’40 e attraverso il lettering, le immagini, la grafica, i colori, i titoli dipingono il gusto e il quotidiano dell’epoca. Un libro da leggere e da guardare pertanto, un racconto per immagini, un raffinato esercizio di stile ipertestuale con tutta l’ampiezza culturale e il piglio da archivista certosino di chi, il segno linguistico lo spadroneggiava.

 

Un viaggio documentaristico che facciamo anche noi, insieme a lui, il protagonista. Con lui sfogliamo riviste di moda, enciclopedie, romanzetti d’avventura, stampe popolari, dizionari, atlanti. Le dita, le sue e le nostre, scivolano su scatole di sigarette, calendarietti profumati, fotografie ingiallite, incisioni in bianco e nero, fascicoli illustrati, libri per l’infanzia, giornalini, quaderni scolastici e poi dischi , francobolli, poesie, canzonette, breviari.

Alla fine, sballottato da una “misteriosa fiamma” all’altra, dopo svariati sussulti cardiaci che gli balzano in petto, scatenati da rivelazioni e scoperte emozionanti, una di queste gli sarà (quasi) fatale. Colpa dei libri o grazie ai libri?

“La ricerca- scrive- è passione, non un piatto che si mangia freddo, come la vendetta”.

Solo fra i libri, con i libri e per i libri poteva svolgersi, poteva essere, e poteva concludersi.

Recensione di Anna Caramagno

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