JEZABEL Irène Némirovsky

JEZABEL, di Irène Némirovsky

Questo libro mi ha folgorato.
Domenica mattina ero nella condizione di non sapere cosa iniziare a leggere, poi l’occhio mi è caduto su questo libro che possedevo già da qualche mese. Scelta perfetta.

Ho amato il modo di scrivere di Irène Némirovsky, una scrittura fluida ed elegante, una storia che cattura in ogni sua pagina.

È la storia di Gladys, una donna ricca, una donna bellissima che gode nel sentirsi ammirata.

JEZABEL Irène NémirovskyGladys non ama, lei si ciba delle attenzioni altrui, del modo in cui gli uomini la guardano, dell’adorazione di chi la circonda.

Gladys è vanità e omicidio, perché quando il libro inizia lei è sul banco degli imputati per rispondere della morte del suo presunto giovane amante.

Il perno di questo libro è il tempo che passa, parla delle tracce che lascia sulla pelle e nei cuori ed è la cosa che più terrorizza Gladys.

Una paura così profonda da precluderle l’amore, da renderla egoista, da corrompere tutto ciò che di buono la circonda.
La paura del tempo che passa la rende folle, una negazione tale da spingerla ad agire in maniera terrificante.

Credo nessuno abbia mai dipinto meglio la paura di invecchiare, paura che oggi spinge troppe persone a scelte drastiche, terrore sempre attuale che molte volte preclude a poveri sventurati di godere del lento scorrere del tempo e dei mutamenti che porta con sé.

Irène Némirovsky ha le carte in regola per diventare una delle mie scrittrici preferite.

Recensione di Alfredo CRISPO

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