IL REGNO DELLE OSSA, di James Rollins (Nord – novembre 2022)
Dopo una full immersion nei crimini inglesi ad opera di Marsons, Bryndza e MacBride, avevo bisogno -prima di riprendere- di un piccolo stacco di genere.
Eccomi quindi a raccontarvi di questo fanta-thriller, perché definirlo “azione” è riduttivo, che mi ha tenuto impegnato un paio di giorni. Le motivazioni sono principalmente riconducibili a un po’ di mancanza di tempo, ma diciamo che le quasi 430 pagine del romanzo non aiutano.
Questo è il 16° episodio della saga dedicata alla Sigma Force, e per di più è un crossover con la saga, molto più recente, che segue l’ex soldato Tucker e il suo cane Kane. Entrambi motivi per cui questo non è assolutamente il libro migliore per approcciarsi a James Rollins. Per chi non conoscesse questo autore e volesse leggerlo, il mio consiglio è di andare sulla pagina Wikipedia e andare per ordine; iniziare da questo vuol dire bruciarsi evoluzioni, sorprese e colpi di scena, e la saga non lo merita davvero.
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Qui non parliamo di un Clive Cussler che, per quanto anche lui con saghe molto prolifiche, ad ogni modo non riserva mai sorprese e quindi leggere prima una e poi l’altra non crea grossi problemi. Qui, al di là del fatto che le storie hanno spessori e basi scientifiche molto più radicate, non si sa mai se i personaggi che partono all’inizio del libro, arrivano anche alla fine. E in che condizioni.
Venendo alla storia, racconta, per fortuna romanzando molto, le evoluzioni letali di un virus che minaccia di sterminare la specie umana, e venendo dopo la pandemia che tutti ricordiamo fin troppo bene, e soprattutto dopo aver letto le note scientifiche alla fine, diciamo che, come suo solito, non lascia molto tranquilli.
La narrazione segue lo stile solito di Rollins, molto veloce e asciutto, avvincente e con frequenti cambi di prospettiva, e infarcito di molte informazioni che qualche lettore frettoloso potrebbe scambiare per info dumping. Diciamo che, forse, qualcosina si poteva anche tagliare e non sarebbe cambiato granché, ma il bello dei libri di questo autore è che mescola con gran sapienza realtà e finzione, e quindi per me non è assolutamente un problema.
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Sempre come suo solito, il libro ha anche una morale sulle implicazioni delle nostre azioni (intese come azioni umane), in questo caso sull’ambiente.
Direi davvero molto bello, anche se non è proprio un libro da ombrellone perché, per via del numero dei personaggi, della storia in sé, e dei filoni narrativi, richiede un po’ di concentrazione, e leggere poche pagine di tanto in tanto non porterebbe a nulla di buono.
Recensione di Mitia Bertani
IL REGNO DELLE OSSA James Rollins

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