IL MIO ANNO DI RIPOSO E OBLIO Ottessa Moshfegh 

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IL MIO ANNO DI RIPOSO E OBLIO, di Ottessa Moshfegh

E’ una storia che parla di dolore e di come si decide di affrontarlo e anche di difficili rapporti umani.
Si può affrontare il dolore forse evitandolo?

I rapporti che da un lato ci arricchiscono ma dall’altro ci tolgono, come inserirli nella nostra vita?
Con l’oblio e l’assenza dei sentimenti, schiacciando il tasto pausa, così possiamo superare le nostre paure e vincere il vuoto che è dentro di noi superando così il dolore?

 

IL MIO ANNO DI RIPOSO E OBLIO Ottessa Moshfegh  recensioni Libri e News

Con una scrittura graffiante e stringata a tratti cinica e irriverente al limite del sarcastico, l’autrice non offre una soluzione ma racconta una storia, una modalità di affrontare un problema e lo fa in maniera da esserne talmente coinvolti così da osservare la vita della protagonista spiando come guardoni una sofferenza che pensiamo forse non ci possa mai riguardare chiedendoci però come reagiremmo se dovesse capitare a noi.

La protagonista di Ottessa Moshfegh non ha un nome, quello che sappiamo di lei è che è giovane e bellissima e molto ricca così ricca da potersi permettere di vivere di rendita.

 

 

Laureatasi alla Columbia e vissuta nell’Upper East Side di Manhattan, lavora a tempo perso in una galleria d’arte ma un giorno decide di licenziarsi per dare seguito al suo bizzarro progetto.


Si ibernerà, staccherà la spina per un anno, ovvero per un anno intero deciderà di dormire ininterrottamente aiutandosi con i più svariati psicofarmaci così da prendersi un periodo sabbatico che le consentirà di allontanarsi dai suoi problemi e dai suoi irrisolti nel tentativo di colmare un vuoto che la divora.


All’origine del dolore sicuramente il mancato rapporto affettivo con i genitori morti prematuramente e un fidanzato narcisista presente a intermittenza nella vita della giovane donna.

 

 


Quello a cui assistiamo è una prova di disintossicazione dalle delusioni della vita, l’allontanarsi da una vita ormai intollerabile, la messa in pausa del dolore alla ricerca di una soluzione affinché i pensieri negativi non possano arrivare a distruggere nella speranza così di una nuova rinascita.


Le giornate della protagonista sono un continuo alternarsi tra la ricerca del sonno e una vita sregolata fatta di televisione, cibo spazzatura, sesso a bisogno e uscite di casa soltanto per le sedute da una bizzarra psichiatra con la finalità di reperire i farmaci fino al compimento del suo progetto.


Il desiderio non è peraltro quello di morire anzi ella stessa programma ogni cosa per il suo risveglio nella speranza di rinascere una persona nuova lontana da quel dolore che ogni giorno cresce in lei nel tentativo di liberarsi definitivamente dal vuoto che la affligge.

Recensione di Gabriella Patriarchi

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