IL COLTIVATORE DEL MARYLAND John Barth

IL COLTIVATORE DEL MARYLAND, di John Barth

Inghilterra, secolo XVII.
Ebenezer Cooke, giovane con velleità di poeta e scarso senso pratico, viene spedito dal padre a condurre la piantagione di famiglia nelle colonie americane dopo essere stato coinvolto in uno scandalo da una prostituta.
Il viaggio si rivelerà per il poeta inesauribile fonte di guai e avventure, grazie alle quali si troverà coinvolto in uno scambio di persona, in un abbordaggio pirata, naufrago e prigioniero degli indiani dopo aver perso incautamente ogni suo avere compresa la piantagione, ed essere stato coinvolto in un intrigo politico ordito dalle fazioni cattoliche e protestanti.
IL COLTIVATORE DEL MARYLAND John Barth Recensione UnLibroChe cosa conta più nella vita: le scelte che si fanno in base alla fede in un ideale, o la saggezza accumulata attraverso esperienze che possono anche essere orribili azioni? La perdita dell’innocenza è inevitabile e necessaria per muoversi in un mondo in cui niente è davvero ciò che sembra e dove in ogni amico può nascondersi un nemico, oppure il puro di cuore, moderno Parsifal, è l’estremo baluardo della civiltà classica, l’emblema dei bei tempi andati, mentre il resto del mondo torna alla barbarie della modernità?Sono le domande che pone al lettore questo lungo e divertente romanzo che rivisita in modo brillante il genere narrativo in voga nel secolo XVIII (Tristam Shandy, Tom Jones) e ne fa lo spunto per una finissima e sagace critica letteraria, insinuando che la narrativa moderna non è adatta a rappresentareil caos del mondo in cui viviamo e nel quale si aggirano decine di personaggi alla ricerca di un’identità che forse resterà loro per sempre preclusa; così come il protagonista decide di trasformare il suo poema epico in una satira,quando si rende conto che le nobili origini che tanto avidamente ha cercato coincidono con la figura non proprio edificante dell’avventuriero John Rolfe, ugualmente John Barth gioca con i generi letterari, trasformando quella che sembra un’epopea avventurosa in un lucido spunto di riflessione di estetica e scrittura.
Il coltivatore del Maryland è accreditato come uno dei romanzi più importantidel secolo XX e il lettore italiano ha un motivo in più per leggerlo. La splendida traduzione di Luciano Bianciardi che rende con precisione lo stile rigoroso e affascinante di Barth.
Lettura godibilissima e divertente, per palati raffinati.

Recensione di Valentina Leoni 

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