IL BUON SOLDATO Ford Maddox Ford

IL BUON SOLDATO, di Ford Maddox Ford

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Conosciamo davvero le persone con cui dividiamo la vita? Sappiamo davvero interpretare i loro sguardi, i loro sentimenti, i loro pensieri? E’ questa la domanda su cui fa leva questo malinconico romanzo inglese nel quale il protagonista, John Dowell, vive per assistere premurosamente la moglie malata durante i lunghi soggiorni termali durante i quali la coppia intrattiene relazioni di amicizia con il Capitano Ashburnham e sua moglie. I rapporti tra i quattro sono improntati alla massima cordialità ma dietro sorrisi e svenimenti si cela una verità che tutti hanno compreso tranne il povero John Dowell che si troverà spiazzato e disperato nel momento in cui il mondo gli crolla intorno.

 

Dowell è un personaggio molto particolare, perché buono, ingenuo e talmente cieco che il lettore ha due possibilità: o considerarlo un emerito idiota e gioire delle disgrazie che gli capitano, o sospettare che la sua dabbenaggine sia una finzione, necessaria per resistere in un mondo in cui tutti fingono come sua moglie, capace di tenere in piedi una farsa incredibile del quale lui è il protagonista suo malgrado, o come il Capitano Ashburnham, l’amico più fidato di Dowell, il buon soldato del titolo, che di buono non ha niente: vanesio e incostante com’è, incapace di disciplina e di fedeltà alla parola data, perennemente innamorato e trepidante per la sorte altrui ma incapace di trasformare le sue infatuazioni in sentimenti duraturo, lasciando dietro di se’ una scia di anime spezzate delle quali a malapena si ricorderà.

 

Il romanzo descrive la psicologia di questi personaggi attraverso i ricordi, esposti in modo frammentario da un ormai anziano Dowell, come le confidenze durante una chiacchierata accanto al fuoco, senza un preciso ordine cronologico, ma solo seguendo i moti del suo animo avvilito, rendendo la narrazione un lungo flusso di coscienza, impegnativo da seguire ma estremamente coinvolgente per il lettore, anche se diventa molto difficile stabilire se e quanta verità ci sia nel racconto di Dowell.

Romanzo profondo e in alcuni punti toccante, consigliato a lettori esperti o comunque abituati a libri nei quali la trama si dipani lentamente, mentre al centro ci sono le analisi psicologiche.

Recensione di Valentina Leoni

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