I NOMI EPICENI Amélie Nothomb

I NOMI EPICENI, di Amélie Nothomb

Un libro che è come una bomba ad orologeria.
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Che dire di questo libro che si legge tutto d’un fiato? Sicuramente è la conferma che l’autrice é un’abilissima maestra nel narrare la crudeltà, la cattiveria, la vendetta e il male che si annidano nell’animo umano. “Rimasto solo, sceglie la collera. Per nutrirla decide di vendicarsi. Uccidendo Reine? Certamente no. Gli si si ritorcerebbe contro. Soprattutto vuole che Reine soffra. Che soffra quanto lui. Non gli passerà mai.” Da un rifiuto amoroso la Nothomb costruisce una storia di vendetta che ‘si consumerà’ nell’arco di un’intera esistenza, tra una coppa di champagne, un flacone di Chanel n. 5, il trasferimento a Parigi, la vita alto borghese.

Fa incontrare su una terrazza di un caffè di Brest, Dominique e Claude, due persone dai nomi epiceni… E da lì costruisce una storia di seduzione che sarà poi solo intrisa di collera e marcio,quel marcio che spesso solo i rapporti tra esseri umani sanno realizzare.

I nomi epiceni, possono essere sia maschili che femminili….. Quindi perché non chiamare il proprio figlio, maschio o femmina che sia, Epicene?

É la collera, la mascella contratta di Claude, la sua brama di vendetta infiltrata in una vita famigliare in apparente ascesa sociale, che regge l’intera storia.

«Non gli passa. È difficile che la collera passi. Esiste il verbo incollerirsi, far montare dentro di se la collera, ma non il suo contrario. Perché? Perché la collera e preziosa, protegge dalla disperazione».

Nel corso dell’intero romanzo il lettore si chiederà cosa ci sia dietro l’astio, l’odio, la freddezza, il cinismo senza scrupoli di Claude padre e marito.

Dominique e sua figlia sono solo le pedine di un gioco crudele macchinato da Claude che si rivelerà in tutti i suoi intrecci con un finale esplosivo… “La sepoltura turbo’ tutti. Epicene non poté reprimere un brivido lungo la schiena quando gettò la sua palata di argilla sulla bara”.

Ma la vita unisce le donne che sono state separate da quell’odio.

Sicuramente la Nothomb non ha paura di far male con i suoi scritti. Costruisce situazioni assurde e personaggi autentici e estremi nelle loro perversioni, esseri colmi di disprezzo che sono capaci di provare odio e cattiveria per i loro simili. Sentimenti di una crudeltà imbarazzante che trovano risposta nella chiosa «Mamma… La persona che ama è sempre la più forte». Questa è la grande verità che Amélie mette in bocca a Épicéne. E Claude, Claude non è più né marito né padre.. <<in latino Claude significa zoppo. Il contrario di qualcuno ben saldo sulle proprie gambe>> chioso’ Epicene.

Recensione di Nunzia Cappucci
I NOMI EPICENI Amélie Nothomb

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