Eva Cantarella non sfugge al luogo comune dell’Autoritarismo Vs Democrazia – SPARTA E ATENE. Autoritarismo e democrazia

Sparta e Atene Eva Cantarella

La Cantarella non sfugge al luogo comune dell’Autoritarismo vs Democrazia.

SPARTA E ATENE. Autoritarismo e democrazia, di Eva Cantarella

 

Sparta e Atene Cantarella
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La ottima studiosa di Grecia Antica nel suo “Sparta ed Atene” (Einaudi 2021) non sfugge al luogo comune dell’Autoritarismo vs Democrazia celebrando la superiorità di quest’ultima. Da una parte una società politica arretrata e chiusa, dall’altra un mondo aperto e progressivo. Sfugge il perché dopo due lunghe e sanguinose guerre peloponnesiache la bella e avanzata Atene abbia chinato la testa alla rude Sparta. Avevano combattuto insieme vittoriose contro i Persiani, ma quando Sparta si ritrasse nella Laconia, soddisfatta della Libertà, Atene ambì a diventare potenza egemone. Tentò anche la conquista di Siracusa finita in tragedia (per Atene). Le stupende statue del Partenone non si trasformarono in invincibili armate.

 

 

Pisistrato, con i poemi omerici, aveva dato ai Greci una alta coscienza identitaria; gli Ateniesi credendo di esserne gli unici depositari se ne appropriarono e instaurarono una politica che oggi definiremmo “imperialista”. Furono salvati dalla distruzione ,che volevano tebani e corinzi, grazie alla magnanimità degli spartani. Quanto alla Democrazia, Platone che ne era stato ispiratore (“governo del popolo e non per il popolo”) fece presto a prenderne le distanze. Gli sembrò piuttosto una anarco-democrazia, corrosa da lotte di potere fonte di instabilità politica ed  uso di parte della giustizia (l’Assemblea condannava a morte o all’esilio chi finiva in minoranza o faceva ombra ai potentati di turno). Concluse Platone che era meglio “tirare a sorte” i governanti piuttosto che eleggerli tra le trame e corruttele delle consorterie. La Democrazia ateniese perì ma Sparta ne salvò le bellezze architettoniche.

Recensione di Sergio Landi (“Tis Omero chi ?”)

 

SPARTA E ATENE. Autoritarismo e democrazia Eva Cantarella

 

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1 Commento

  1. Buongiorno a tutti !!!

    Sono rimasta sorpresa da questa recensione poiché ho appena terminato io stessa questo breve saggio e volevo appunto parlarne.

    L’ho letto (anzi, ascoltato tramite sintesi vocale) come uno dei “libri del mese” del gruppo di lettura della mia città.

    Quando abbiamo deciso questo titolo ero entusiasta: avevo già sentito parlare della Cantarella e volevo approfondire la Storia greca.

    Questo saggio mi è piaciuto moltissimo. Come nel caso degli scritti di Alberto Angela, apprezzo davvero tanto quando si parla di Storia calandola nella quotidianità, sottolineando le abitudini e la vita di tutti i giorni.

    È un saggio breve ma intenso, ricco di notizie che però sono rivolte a tutti e non solo agli addetti ai lavori.

    Ho certamente notato che la Cantarella ha molto a cuore il tema della quotidianità vissuta dalle donne e non posso certo darle torto. È stato interessante confrontare la situazione a Sparta e ad Atene e vedere come, sorprendentemente, la situazione femminile era migliore, anche se di poco, a Sparta.

    Ho anche letto con piacere l’ultima parte, quella che parlava di come queste due poleis fossero state usate negli ultimi secoli dai vari governi europei. Avrei voluto che questo capitolo fosse più lungo perché mi ha affascinata e mi ha dato molti spunti di riflessione.

    Lo consiglio sia a chi si avvicina per la prima volta a questi temi ché a chi ha già letto sull’argomento. La Cantarella sa rivolgersi a tutti, fornendo aneddoti particolari così come linee guida per comprendere quel mondo antico.

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