DI PUNTO IN BIANCO Cristina Rava

DI PUNTO IN BIANCO, di Cristina Rava

Ah, quanto mi è mancato Bartolomeo Rebaudengo! E che piacere, nel rincontrarsi con Ardelia, riscoprire il loro battibeccare su tutto, dalle questioni di lavoro a quelle di cucina.

E così torna alla grande in questo libro il nostro commissario, ormai ex, adesso profiler stimato che affianca le indagini del caso grazie alla sua grande competenza; e ritorna il paesaggio delle Langhe dove Rebaudengo è tornato a vivere nella bella casa lasciatagli in eredità da una vecchia prozia, in solitudine ma con la consapevolezza che “per quanto si possa essere schivi d’animo, è un inganno sostenere che si sta bene da soli. Si sta, tutt’al più”.

E così al primo morto che gli capita, su cui indaga a fianco dell’amico Bertone, Comandante di zona dei Carabinieri, per le assenze dei medici legali locali non trova di meglio che far arrivare dalla Liguria Ardelia Spinola, la sua ex fidanzata a cui pensa ancora con tenerezza ed un filo di rimpianto.

E Ardelia arriva, del tutto diversa da come Bartolomeo la ricorda, nel vestire e nello sguardo, fredda con ancora non elaborato il lutto per la morte del caro Gabriele Steiner, il quasi zio a cui si era affezionata tantissimo, con il rapporto sentimentale con Arturo Granero abbastanza traballante, ed ancora turbata dalle vicende che l’hanno vista coinvolta con la pianista Norma Picolit.

Insieme i due si lanceranno nelle indagini per la morte di un giovane, Dario Colombero, un bravo ragazzo, ottimo studente, senza grilli per la testa, scomparso da casa improvvisamente e ritrovato ormai cadavere in situazioni misteriose ed un po’ rocambolesche. E così ritroveranno quella complicità, e non solo sul lavoro, che li aveva avvicinati anni prima, tanto che Ardelia in un momento di tristezza non trova di meglio che chiamare Bartolomeo.” Il senso di abbandono peggiora: per questo a mezzanotte e dieci compone un numero. Sta sbagliando, lo sa. Dall’altra parte rispondono al secondo squillo. <<Ti ricordi quel mio modo di dire cretino, quando avevo la luna storta? Quando ammettevo di sentirmi sola…….>>. << Come un cartello stradale in Patagonia. Si, lo ricordo benissimo.>>”

Riusciranno i nostri eroi a venire a capo delle indagini? Senza alcun dubbio arriveranno alla soluzione seppure seguendo vie diverse. E ritroveranno quella sintonia che li aveva fatti innamorare? Su questo la Rava ci lascia ancora pieni di dubbi, perché dimenticare il passato non è facile: “quando si pensa a un rapporto d’amore, si pensa a due persone che stanno insieme o che insieme trascorrono il tempo libero, condividono gioie, dolori e speranza. In altri casi, meno comuni, il nutrimento dell’amore è l’assenza. Ecco, il loro è così”.

Sono quasi giunta alla fine delle storie di Bartolomeo e Ardelia: mi mancano solo due libri e penso che centellinerò queste ultime letture.

Recensione di Ale Fortebraccio

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