CUORE DI CANE Michail Bulgakov

CUORE DI CANE, di Michail Bulgakov

Con Cuore di cane, Bulgakov mi ha definitivamente conquistata. Certo, tutta un’altra storia rispetto a quell’immenso capolavoro che è Il Maestro e Margherita, ma non fraintendetemi, non è meno potente, o meno satirico, o meno profondo. E’ forse solo meno labirintico.

L’originalità di questo romanzo sta nel punto di vista narrativo: è un cane che ci racconta la storia.

CUORE DI CANE Michail Bulgakov

Pallino, un randagio, che si aggira costantemente per le strade di Mosca alla ricerca di cibo, ad elemosinare cibo, viene aiutato da un uomo dopo essere stato letteralmente bruciato da una pentola di acqua bollente.

“La disperazione si appropriò di lui. Aveva l’animo tanto pieno di dolore e di amarezza, si sentiva così solo e sgomento che dagli occhi gli spuntavano, come bollicine, piccole lacrime di cane, che si asciugavano all’istante”.

Da sempre maltrattato trova finalmente una casa accogliente, un padrone che si prende cura di lui. Fin qui sembrerebbe una bella storia…in realtà Pallino si scontra con una triste verità…

 

 

“Questo qui mangia a sazietà e non ruba, non ti piglia a pedate, ma non ha paura di nessuno, e non ha proprio paura perché è sempre sazio lui. E’ uno che svolge un’attività intellettuale, col suo pizzetto statuario e i suoi baffi brizzolati folti e spavaldi come quelli dei cavalieri di Francia. Ma il suo odore, portato dalla tormenta, è proprio cattivo, sa di ospedale e di sigaro”.

Si scontra con la cattiveria dell’uomo, con la sua ferocia, con il suo delirio di onnipotenza, con la sua convinzione di avere il potere su tutte le cose e tutte le creature.

Viene raggirato con la “dolcezza, unico modo di trattare con un essere vivente. Con il terrore non si ottiene nulla da un animale, qualsiasi sia il suo grado di evoluzione”.

Ma è una dolcezza falsa, iprocrita, subdola.

 

 

Il vero obiettivo del Dottor Filippovic è usare Pallino come cavia da laboratorio. Il professore è in realtà uno spietato macellaio motivato dalla curiosità e dal proprio ego.

“L’essere supremo sedeva nel suo studio con il tavolo coperto di certi grossi volumi aperti su vistose illustrazioni”

Al povero malcapitato verranno trapiantati ghiandole genitali e ipofisi umane.

Inizia la sua trasformazione.
Pallino diventa uomo, pensa, parla, agisce da uomo. Perde la natura decisamente più saggia e bonaria del cane e fa emergere gli aspetti più sgradevolmente umani.

Conoscerà in entrambe le sue vite il lato peggiore dell’animo umano.

 

 

Bulgakov in questo romanzo condanna moralmente la scienza e la medicina e le racconta con l’ironia che lo contraddistingue: punta il dito verso coloro che vogliono per forza superare i propri limiti anche quelli dettati dalla natura, è una denuncia contro chi vuole sovvertire l’ordine naturale delle cose, e lo fa con cognizione di causa, lui laureato con lode in medicina e chirurgo sul fronte durante la prima guerra mondiale.

“Pensi che ormai, orribile a dirsi, il suo cuore non è più di cane, ma umano, proprio umano. Ed è uno dei cuori più infami tra quanti ne esistano in natura!”

Buona lettura!

Recensione di Cristina Costa

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.