COMPULSION Meyer Levin

Compulsion Meyer Levin Recensioni Libri e News Unlibro

COMPULSION, di Meyer Levin

Questo libro è l’ultimo, in ordine di tempo, che ho letto. Ma il primo scritto di quel genere letterario chiamato “non-fiction novel”.

Me lo ha consigliato, tempo fa Massimo Bavastro, autore de “Il bambino promesso”, che a questo genere si ispira.
È grazie a lui che ho approfondito la conoscenza delle opere di Emanuel Carrere, riletto il capolavoro “A sangue freddo” e poi con un percorso a ritroso sono arrivata a questa lettura.

Compulsion Meyer LevinQuesto genere letterario parte da episodi realmente accaduti e ne ricostruisce la sequenza di eventi, ma chi scrive ha la capacità di dare valore letterario al racconto della vicenda. E questo vale anche per lo stesso Bavastro.

“Compulsion” ricostruisce la storia di un omicidio avvenuto negli anni ’20 a Chicago. L’autore era compagno di college dei due assassini, due giovani di buona famiglia che sequestrano e uccidono un ragazzino di 12 anni di un’altra famiglia benestante.

Un omicidio per divertimento, per dimostrarsi superiori alle leggi, sia quelle scritte, sia quelle di civile convivenza. Uno dei due assassini è molto influenzato dall’idea del “superuomo”, stessa idea che nei decenni successivi porterà all’ascesa di un folle omicida alla guida della Germania Nazista e che avrà come conseguenza milioni di morti innocenti.

Si tratta di 580 pagine dense divise in due parti. Nella prima le indagini fino alla cattura degli assassini, nella seconda tutto il processo fino alla condanna.

Un romanzo-verità che colpisce per la tensione continua della scrittura, che intriga perché l’autore è coinvolto nella vicenda al punto che il rapporto con la sua fidanzata di allora finisce proprio perché lei si sente attratta da uno degli assassini, prima che venga scoperto. Che stupisce per la “stupidità” del movente.

Che mostra uno spaccato della bella società di Chicago di quegli anni. Che affascina per l’intelligenza e il talento oratorio del navigato avvocato difensore.

Insomma tanti motivi per leggere questo romanzo scritto 30 anni dopo la vicenda narrata ma pubblicato 10 anni prima di “A sangue freddo”.

Recensione di Carla Benedetti

 

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.