CERTI BAMBINI Diego De Silva

CERTI BAMBINI, di D. De Silva

 

Ci sono libri che, letta l’ultima pagina, sai già che finiranno nel dimenticatoio, quelli di cui ricorderai vagamente il titolo, quelli di cui manterrai a mente qualche cenno di trama e quelli che sai già che non dimenticherai mai. Sono quelli che meritano il tempo che hai dedicato loro, quelli che hanno toccato le corde del tuo animo e ti hanno lasciato qualcosa. Tante volte succede perché ritrovi nei personaggi parti di te, tante altre volte, invece, perché ti fanno scoprire realtà terribili, che ti turbano e ti sconvolgono.

“Certi bambini “ è uno di questi. Rosario è un ragazzino undicenne, che con calma prepara la sua borsa per il calcetto, ma in fondo, insieme agli scarpini, ripone una pistola, con cui commetterà il suo primo omicidio. È ancora praticamente un bambino, eppure pensa, vive e opera come un adulto, privo di una qualsiasi morale. Non ha genitori, ma cura con premura la vecchia nonna, troppo stanca e imbottita di farmaci e televisione per notare le sue assenze. Non va a scuola, frequenta un gruppo di ragazzini come lui, con i quali è piccola manovalanza per la criminalità. Potrebbero salvarlo l’amore e l’amicizia, ma si rivelano fallimentari e quindi il suo destino risulta segnato. La narrazione è un continuo alternarsi di flashback che, durante un viaggio in metro, rivelano la storia del ragazzo.

Ciò che turba il lettore non è la descrizione cruda della realtà (resa purtroppo fin troppo nota da fiction e reportage giornalistici), ma la presentazione interiore del protagonista. C’è un’infanzia violata in questo libro, violata nel corpo e nello spirito, resa incapace di distinguere il bene dal male, pronta a mettere in gioco la vita propria e altrui senza provare nulla, dedita alla violenza, a volte assolutamente gratuita, per affermare la propria “maturità “. E di questo sono responsabili gli adulti, troppo concentrati a raggiungere i propri obiettivi e assolutamente disinteressati ai bambini , se non per usarli per i loro bisogni. Unica immagine luminosa il parroco, che però nulla può contro un destino segnato. E di questi adulti tu pensi che, come dice il Vangelo, dovrebbero buttarsi in mare con una macina al collo, perché non c’è niente di più grave del rubare la bellezza e l’innocenza dell’infanzia.

Recensione di Liria Cannata
CERTI BAMBINI Diego De Silva

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