CARAMELLE CARRUBA Vito Falco

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CARAMELLE CARRUBA, di Vito Falco (Giambra Editori)

La caramelle carruba sono dolci che fanno parte della tradizione siciliana. Il romanzo è ambientato in Sicilia tra Palermo, nel famoso mercato di Ballarò, Selinunte, antica città greca situata sulla costa sud-occidentale della Sicilia e Poggioreale (nota oggi come la Ghost Town del Belice) tristemente famosa per il terribile terremoto del 1968.

CARAMELLE CARRUBA Vito Falco recensioni Libri e newsLe caramelle carruba hanno una forma imperfetta, un color caramello, l’aspetto vetroso caratteristiche che non la rendono accattivante e seduttiva.

I due protagonisti del romanzo, Francesco e Anna, hanno una vita né accattivante, né seduttiva. Il primo deve recuperare il tempo che un burrascoso passato gli ha rubato, la seconda le redini di una esistenza che l’ha disillusa.
Ma il connubio tra il palato e la carrubba crea un effetto di dolcezza.

Cosi l’incontro fra le due “solitudini”, Francesco e Anna, si rileva inconsapevolmente un’unione perfetta capace di lenire le ferite e cancellare gli errori, proiettata verso un rinnovamento non solo interiore.

Il romanzo di Vito Falco è delizioso nella sua elementare esposizione dei fatti, costruito da dialoghi secchi e diretti, e gesti quotidiani. Privo di orpelli, esornativo, lascia al lettore la capacità di scavare nei personaggi tracciando un soggettivo quanto personale aspetto psicologico e sentimentale sia dei singoli che di un’intera popolazione, quest’ultima traumatizzata dagli eventi esterni (il terremoto).

E nel profumo del carrubo, albero sempreverde selvatico tipico dell’ambiente mediterraneo, le vicende dei protagonisti che riscoprono insieme la dolcezza dell’esistenza.

Adorabile “undicieunquarto”, il fedelissimo cane; originale la collezione di semplici matite dove ognuna ha il suo perché.

Solida l’architettura narrativa che risulta meditata ma, nel contempo, sorprendentemente fluida e
familiare.

“…
Quella canzone funzionò come ninna nanna, così si addormentò e non sentì più neanche i dolori alle gambe e su tutto il corpo per quei cento chilometri fatti in bici.
Non poteva immaginare davvero che in un’altra parte della Sicilia, la donna che molte ore prima aveva rischiato di metterlo sotto con la macchina e che forse soffriva della sua stessa malattia, che alcuni chiamano semplicemente solitudine, in quel preciso momento stava cantando quella stessa canzone, con un bicchiere di latte tiepido tra le mani, e con una voce che sembrava Barbra Streisand”

Recensione di Patrizia Zara

1 Commento

  1. “costruito da dialoghi secchi e diretti” queste parole di Patrizia sono assolutamente corrette! Io dico: chi ama la Sicilia, deve leggere il libro “Caramelle Carruba” di Vito Falco. Ho iniziato di fare una traduzione in lingua tedesca e ho già fatto il “prologo”. Una domanda a Vito: “LA NOSTRA TERRA – 122 – che cosa significa?

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