BRUCIATA VIVA Suad

Bruciata viva - Suad

BRUCIATA VIVA, di Suad

Suad è uno pseudonimo, l’autrice narra la sua storia nel libro, ma per motivi di sicurezza, non può dire il suo vero nome nè il nome del villaggio (un gruppo di case delimitate dal mercato) in Cisgiordania in cui è nata e cresciuta fino a 19 anni.

Non si tratta di un romanzo ma di una testimonianza atroce, crudele e dolorosa di una donna sopravvissuta miracolosamente e inaspettatamente alla morte decisa, voluta e inflitta dalla sua famiglia – la madre, il padre, il fratello e il cognato – per cancellare la vergogna e salvaguardare l’onore della famiglia di fronte alla gente del villaggio.

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Un villaggio in cui nascere femmina è una sciagura. Le femmine, che siano bambine, ragazze o donne di qualsiasi età sono destinate ad essere schiave degli uomini di famiglia, verranno picchiate ogni giorno con la cintura o prese a calci nella schiena o strattonate per i capelli o legate per una notte intera alla staccionata della stalla, sono analfabete, non possono andare a scuola, lavorano sin da piccole, vivono nel terrore di essere picchiate e punite per aver versato qualche goccia di the o aver erroneamente raccolto un pomodoro non ancora maturo.. ma questo non è ancora niente.. le madri soffocano le loro figlie appena nate se sono femmine, se ci sono troppe femmine in casa, perché ci si aspetta la nascita del maschio, la nascita di una femmina è una disgrazia.. la donna non serve a niente, vale meno di una mucca o di una pecora che producono latte o possono essere vendute al mercato.. spesso le ragazze vengono uccise dai fratelli o dai cognati (decisione presa sempre dal padre e dalla madre che non si fanno trovare in casa), muoiono strangolate o investite o decapitate, chissà poi perché.. nessuno se lo chiede, la morte di una donna in quel villaggio rientra nella normalità, è nella loro cultura e nessuno mette in discussione la bontà o meno di queste regole e leggi perché le leggi sono fatte dagli uomini quindi difficilmente le cose cambieranno..

Poi ci sono i delitti d’onore, si chiamano così le punizioni inflitte alle donne per aver parlato con gli uomini, per aver avuto rapporti al di fuori del matrimonio (impensabile non arrivare vergini al matrimonio, meglio che muoiano prima per salvaguardare il buon nome della famiglia), a volte vengono uccise solo per presunti pettegolezzi messi in giro da qualche vicino, accade anche alle mogli con 4 figli…

Suad descrive con coraggio la condizione delle donne di quella parte di mondo, la violenza inaudita perpetrata dagli uomini su di loro, narra la sua storia: è stata bruciata viva dopo essere stata cosparsa dalla testa di petrolio (o benzina), un fiammifero acceso ed è diventata una torcia umana. Nessuno si aspettava che sarebbe sopravvissuta, nonostante le ustioni, 24 interventi subiti per trapianto di pelle, costretta a vivere completamente coperta e con una maschera sul volto per non mostrare agli altri le sue ferite e con un nome diverso dal suo.

Oggi vive in Europa, si è sposata con un uomo buono ed ha avuto figli ma vive nascosta perché se al suo villaggio scoprissero che è ancora viva potrebbero ancora cercarla ed ucciderla come è già accaduto ad altre donne… Ha impiegato 25 anni per ricostruire la sua vita grazie alle associazioni umanitarie che le hanno salvato la vita portandola con non poche difficoltà in Europa,, ha dovuto imparare una nuova lingua, una nuova cultura, un nuovo modo di pensare, tra grande dolore e sofferenza per arrivare all’accettazione di sé.. il suo coraggio e la sua forza l’hanno spinta a parlare in convegni e a scrivere questo libro per far conoscere la sua storia e quella delle altre donne e denunciare l’orrore vissuto sulla sua pelle.

E’ un libro semplice, si legge in pochi giorni, la scrittura diretta e immediata nella descrizione di fatti ed eventi suscita rabbia, sgomento e orrore nel lettore ma è un libro necessario, da leggere soprattutto per noi che abbiamo la fortuna di essere nati in Occidente, in quelli che vengono chiamati paesi civilizzati, e, nonostante tutto, ci lamentiamo di un nonnulla, viviamo nella bambagia ignorando quel che accade nel resto del mondo…

Recensione di Simona Di Chiara
BRUCIATA VIVA Suad

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