BROTHERS Yu Hua

BROTHERS, di Yu Hua

Siamo a Liuzhen in Cina e il periodo è quello dalla Rivoluzione culturale. Il racconto inizialmente sembra grottesco e cinicamente goliardico tanto che mi sono chiesta in che razza di storia sono finita. All’inizio non si fa che parlare di culi, per un gran tempo e con dovizia di particolari. E le risate non mancano mai:

 

“Dal campetto illuminato si levò una risata generale: le risa sguaiate insieme a quelle a fior di labbra, quelle stridule, quelle cavalline, quelle perverse, quelle malefiche, quelle stupide, quelle soffocate, quelle con la bava alla bocca e quelle false. Se il bosco è grande ci sono uccelli di tutte le razze, se ci sono tante persone le risate sono di tutti i tipi”.

BROTHERS Yu HuaPoi piano piano entrano in scena personaggi meravigliosi con cui si comincia a prendere confidenza, ci si affeziona e la storia prende una piega dolce… ma dura poco. L’orrore entra in azione e occupa la quotidianità di Liuzhen.

Non è stato facile leggere questo libro, dapprima ho fatto fatica a entrare in sintonia con lo stile, a mandar giù le parolacce e a non sconfortarmi di fronte a tanto disquisire di culi delle donne, poi mi sono innamorata di Song Fanping, un personaggio meraviglioso, e poi è iniziata la violenza, l’odio, l’orrore gratuito, inesorabile, consumato nell’indifferenza generale; un orrore che è diventato fisicamente doloroso anche per me, un pugno nello stomaco.

 

Ho faticato a riaprire il libro e a leggere oltre… non sai cosa porterà la pagina successiva. Fortunatamente però sono andata avanti e ho letto una storia bellissima. Era da tanto che un libro non mi faceva provare sensazioni così forti, questo mi ha fatto vibrare l’anima.

Recensione di Elena Monfalcone

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