Abbiamo intervistato María Oruña, approfondendo il personaggio di Valentina Redondo e le altre opere che speriamo di vedere presto tradotte in italiano

Abbiamo intervistato María Oruña, approfondendo il personaggio di Valentina Redondo e le altre opere che speriamo di vedere presto tradotte in italiano

María Oruña

Intervista n. 321

 

Buongiorno e grazie per aver accettato questa intervista. Le chiederei innanzitutto di presentarci la sua proposta narrativa, quali sono le sue fonti di ispirazione e gli ambiti narrativi che le piace esplorare.

Il mio lavoro si concentra sulle storie di suspense e mistero, nelle quali mi piace esplorare diversi sottogeneri. Per esempio, nella serie di Puerto Escondido (sei titoli), ogni romanzo corrisponde a uno diverso: thriller d’azione, domestic noir, mistero della camera chiusa… Mi ispira la vita stessa e i casi reali che via via scopro, ai quali mi piace incorporare informazioni scientifiche e storiche singolari.

Inoltre, in tutti i miei romanzi, al di là della parte divertente di scoprire ‘chi e come l’ha fatto’, c’è una critica sottostante: l’abbandono delle istituzioni nei confronti della cultura, della scienza… Femminismo, ambiente, borghesia; si toccano molti temi complessi, ma senza direttive ideologiche né moralismi; l’idea è quella di promuovere il dibattito e il pensiero critico.

 

 In Italia al momento sono state tradotte solo le opere con protagonista Valentina Redondo, ci presenterebbe questo personaggio?

Valentina è un tenente della Guardia Civil spagnola (un corpo militare che opera nelle zone rurali e in mare, mentre i reati violenti nei centri urbani sono di competenza della Policía Nacional). È pignola all’estremo, efficiente e diffidente, ma nella sua vita personale è insicura e un vero disastro. Ha gli occhi di due colori diversi a causa di un evento accadutole da bambina, e questo rafforza ulteriormente l’idea della dualità in questo personaggio.

 

Come è nata l’ispirazione per questo personaggio? E come è cambiata/maturata nel corso delle sue vicende?

Tutti noi abbiamo due o più lati. L’idea era quella di mostrare qualcuno che, come nella vita reale, avesse un ruolo ben preciso sul lavoro e un altro nella vita privata. Questo è evidente quando noi stessi parliamo con un bambino o con un adulto: il tono di voce, il personaggio che diventiamo… Mi aveva sempre colpito il fatto che nei film e nei romanzi i personaggi fossero statici, sempre uguali, a prescindere dal contesto in cui si trovavano, mentre molte persone sono completamente diverse nell’aspetto e nella sostanza a seconda che si trovino al lavoro, con gli amici o in famiglia

 

Come è il mondo che ruota attorno a Valentina? Quali sono le figure che influenzano nel bene e nel male il suo agire?

Per lei sono importanti le sue origini, la sua famiglia e la sua terra natale, la Galizia, dalla quale tuttavia in un certo senso fugge per stabilirsi a Santander. Nelle trame di Puerto Escondido sono rilevanti Oliver (che le offre un punto di vista più flessibile e umoristico sulla vita), la sua amica Clara (la medica legale), che le trasmette serenità ed esperienza, e la sua squadra di lavoro; qui, Sabadelle rappresenta il contrappunto di fronte a cui rimanere ferma, mentre il sergente Riveiro le offre un’immagine quasi paterna, un punto di riferimento e di fiducia.

 

Se dovesse ripercorrere i 4 romanzi con protagonista Valentina Redono quali emozioni associa ad ognuno di essi?

Sono sei romanzi in totale, anche se in Italia per il momento sono stati pubblicati solo i primi quattro della serie. In Puerto escondido, la sorpresa. In Un lugar a donde ir, l’avventura. In Donde fuimos invencibles, il mistero e, in Lo que la marea esconde, il dolore.

 

 

Il giallo è uno di quei generi letterari che vive una fortuna quasi costante, anche se spesso viene ingiustamente relegato a narrativa di seconda mano. Quali sono secondo lei le ragioni dietro al successo di questo genere e cosa spinge i detrattori a declassarlo?

Il romanzo giallo implica un’etichetta così ampia ed espansiva che il suo successo è prevedibile, poiché accoglie molti sottogeneri che non corrispondono al noir purista. In ogni caso, il fatto che ci sia un crimine, un mistero, e che alla fine sappiamo che verrà risolto, ci dona un certo equilibrio e una visione di giustizia che credo ci riconforti, perché nella vita reale sono molti i casi che restano irrisolti. La visione negativa di questo tipo di romanzi potrebbe derivare dalla povertà di stile narrativo che gli si attribuisce storicamente, ma questa prospettiva è obsoleta: non possiamo analizzare la letteratura attuale con gli occhiali del Novecento.

 

In Italia ha avuto e ha molto successo Alicia Jmenez Bartlett, ma le chiedo se ci sono dei nomi di giallisti spagnoli che a suo dire meriterebbero maggiore riconoscimento? 

Penso che Mikel Santiago scriva dei thriller molto avvincenti, e Manuel Ríos San Martín è davvero originale: il suo romanzo “El olor del miedo”, con un’elefantessa come prima vittima di un assassino, l’ho trovato interessantissimo

 

Oggi comunicazione e condivisione passano spesso per i Social Network. Qual è il suo rapporto con questa realtà?

Credo sia una finestra aperta molto positiva, sia per i lettori che per gli autori. Che uno scrittore possa ricevere opinioni e recensioni dirette dai suoi lettori è utilissimo, oltre a essere uno strumento interessante ai fini della pubblicità e dell’annuncio di incontri ed eventi. Bisogna anche porre dei limiti affinché non ti assorba completamente, questo è chiaro. Sui miei social, ad esempio, emerge solo il mio profilo personale più letterario e legato al lavoro, ma non la mia famiglia. L’unica eccezione è il mio cane Gordon, che ha molti più fan di me su Instagram, dove ho il sospetto che preferiscano le sue foto alle mie.

 

Come ultima domanda, ringraziandola per la disponibilità e riallacciandomi al discorso sulle opere tradotte le chiedo quale le piacerebbe che fosse la prossima a essere tradotta e conosciuta nel nostro Paese.

A breve uscirà la traduzione de “L’albatro nero”, un romanzo ibrido tra avventura, mistero e storia. Mi piacerebbe che venissero pubblicati i due romanzi che mancano della serie di Puerto escondido e, inoltre, la mia ultima pubblicazione indipendente, “La camera delle meraviglie”, che è un romanzo con protagonista un ladro in guanti bianchi

Intervista di Enrico Spinelli

 

IL PORTO SEGRETO María Oruña

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