IL PORTO SEGRETO María Oruña

IL PORTO SEGRETO Un’indagine di Valentina Redondo, di María Oruña (TEA)

 

 

Il romanzo “Il porto segreto” della scrittrice spagnola María Oruña, fa parte di una serie di quattro volumi – gli altri sono “Quel che la marea nasconde”, “Un posto dove andare” e “Dove fummo invincibili” – accomunati dalla presenza della stessa detective protagonista, Valentina Redondo, della sua squadra, e dall’ambientazione in Cantabria, regione costiera del Nord Ovest della Spagna.

Ne “Il porto segreto”, Valentina Redondo, tenente al comando della sezione investigativa della Guardia Civil della Cantabria, di stanza a Santander, indaga attorno al ritrovamento, all’interno della casa coloniale Villa Marina, nella cittadina costiera di Suances, del cadavere murato di un neonato. A questa scoperta seguono vari omicidi che sembrano in qualche modo collegati al macabro ritrovamento, che costringerà Valentina a compiere un viaggio indietro nel tempo, fino agli anni della Guerra civile e alle origini di un crimine terribile.

La narrazione e le indagini si muovono su due piani paralleli: da un lato c’è il presente, nel quale Valentina e la sua squadra cercano di fermare la scia di sangue seguita alla scoperta del cadavere del neonato; dall’altro c’è il passato, ricostruito attraverso un diario che svela la vita di una famiglia durante i duri anni della Guerra Civile Spagnola e i successivi. Valentina si rende presto conto che i delitti del presente non sono casuali, ma affondano le radici in un passato di sangue e in segreti sepolti dal tempo.

L’indagine diventa quindi un percorso per svelare “fili invisibili” che legano la modernità ad avvenimenti accaduti decenni prima. I capitoli che si intitolano “Diario”, il cui autore rimane sconosciuto fino alla fine, agiscono come un ponte che collega i due piani temporali della storia, e costituiscono una vera e propria finestra aperta sugli anni della Guerra Civile Spagnola, permettendo al lettore di comprendere il contesto storico e sociale dell’epoca e degli anni successivi; inoltre, attraverso le sue pagine, l’autrice descrive le difficoltà del ceto più povero, i sacrifici e i sotterfugi necessari per sopravvivere durante il conflitto, offrendo un racconto vivido e frutto di una ricerca storica approfondita.

Accanto alla tenente, protagonista della vicenda, troviamo il giovane Oliver Gordon, proprietario di Villa Marina, luogo del ritrovamento del cadavere del neonato, e la squadra agli ordini di Valentina, composta da numerosi specialisti, tra cui il sottotenente Santiago Sabadelle, il sergente Jacobo Riveiro, e il medico legale Clara Mùgica, per citarne solo alcuni. E poi ci sono i personaggi sospettati, che vengono di volta in volta interrogati, e che in qualche modo sembrano essere collegati al macabro ritrovamento e alle vittime degli omicidi successivi.

Un bel giallo, con una storia intricata quanto basta, un contesto geografico suggestivo, e una protagonista dalla personalità complessa: investigatrice competente e profondamente umana, la cui unicità deriva dall’equilibrio precario tra professionalità inflessibile e fragilità personali, Valentina Redondo è un personaggio di cui approfondire la conoscenza, immergendosi nella lettura dei quattro volumi della serie.

Recensione di Valentina Ferrari

 

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