Abbiamo intervistato lo scrittore Roberto Alajmo che ha condiviso con noi alcuni aspetti legati al suo personaggio Giovanni Di Dio

Abbiamo intervistato lo scrittore Roberto Alajmo che ha condiviso con noi alcuni aspetti legati al suo personaggio Giovanni Di Dio e alcune riflessioni sulla Sicilia, terra natia a cui ha dedicato svariate opere.  

È uscito da qualche mese il suo ultimo romanzo con Giovà Di Dio, “La Boffa dello Scecco”. Con quali parole si sentirebbe di presentarcelo?

È allo stesso tempo un finto giallo e una finta commedia, entrambi ambientati in Sicilia, che a sua volta è una finta convenzione letteraria .

 

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Si parla spesso di “gialli non convenzionali”, ecco, io credo che sia la definizione più giusta per la serie di romanzi con questo protagonista che non cerca la soluzione dei problemi ma, spesso, se la ritrova tra le mani involontariamente, condivide?

Condivido con un certo pudore. Mi pare che tutti quelli che hanno scritto un giallo almeno dopo Conan Doyle ha immaginato di scrivere un giallo anticonvenzionale. Diciamo che anche io ci ho provato, ma a giudicare saranno i lettori. Detto questo, temo che questi piccoli libri siano spiazzanti sia per i lettori di romanzi gialli sia per i lettori di “letteratura letteraria”.

Qual è stata l’ispirazione che l’ha portata a immaginare un personaggio così peculiare come Giovà?

Volevo provare a scardinare il presupposto fondamentale del poliziesco, ossia la perspicacia dell’investigatore. Allora ho immaginato un protagonista ricalcato sulla maschera di Giufà, lo sciocco saggio della  tradizione siciliana.

 

Roberto Alajmo

 

L’ambientazione delle 3 opere è la Palermo se vogliamo “extraturistica” dove la famiglia del protagonista si trova spesso e volentieri a confrontarsi con la Cosa Nostra locale. Possiamo vedere nell’ambientazione una situazione comune alle periferie di altre città del nostro paese dove la gente si sente abbandonata dalle istituzioni e si trova ad affidarsi al cosiddetto “antiStato”?

Senz’altro sì. Mi è sembrato che Partanna Mondello sia uno di quei luoghi dove i due caratteri estremi di Palermo (e dell’Italia) si toccano e si intrecciano fra loro. Cerco di raccontare una borghesia impalpabile, che si sforza di galleggiare e si schiera col maggiore offerente, che in questi quartieri è sempre Cosa Nostra, per mancanza di concorrenza da parte dello Stato.

Mesi fa la notizia dell’arresto di Matteo Messina Denaro ha fatto passare mediaticamente il messaggio della sconfitta di Cosa Nostra. Crede che la narrativa contemporanea possa dare il suo contributo a sensibilizzare l’opinione pubblica circa il vero stato delle cose?

Coi mezzi a sua disposizione, sì. I mezzi non sono molti, però è doveroso provarci.

 

 

 

I Social sono sempre più una zona si confronto/scontro spesso piuttosto feroci, qual è il suo rapporto con questa dimensione?

 

Sono un moderato consumatore di social. Li uso in maniera molto rudimentale, ma è comunque un modo per stare in contatto coi propri lettori, oltre che un veicolo di diffusione delle proprie idee. Mi sforzo di prendere la parola solo quando penso di avere da dire qualcosa che nessun altro ha ancora detto. E di tenermi alla larga dalle polemiche, a cui non rispondo mai per una forma di igiene mentale.
Una domanda per concludere: lei ha dedicato tante opere alla Sicilia e a Palermo. Quali aspetti di questa meravigliosa terra secondo lei ancora oggi non arrivano a bucare lo schermo e ad arrivare alla gente?

Secondo me Non è ancora passata l’idea che la Sicilia è una sedimentazione che continua. Oltre alla convenzione tradizionale esiste una sicilia molto contemporanea, che spesso entra in cortocircuito col proprio passato. Per dirne una: nei romanzi ambientati in Sicilia non ci sono mai internet, non ci sono telefoni cellulari, non c’è nemmeno la televisione. Come se volessimo raccontate sempre le stesse storie sempre nella stessa maniera, senza fare i conti con la modernità.

La ringrazio di cuore per la sua disponibilità.

 

Di Enrico Spinelli

 

LA BOFFA ALLO SCECCO – Roberto Alajmo

LA BOFFA ALLO SCECCO Roberto Alajmo

 

 

La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga​ – GIOVÀ DI DIO: investigatore involontario  (Roberto Alajmo)

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