VARDØ. DOPO LA TEMPESTA Kiran Millwood Hardgrave 

VARDØ. DOPO LA TEMPESTA, di Kiran Millwood Hardgrave

 

VARDØ. DOPO LA TEMPESTA, di Kiran Millwood Hardgrave  recensioni Libri e News

Il romanzo si svolge nell’arco di tre anni, dal Natale 1617 fino al 1620. Siamo al villaggio di Vardo, piccola isola all’estremo Nord-Est della Norvegia, “dove non crescono neanche gli alberi, solo i licheni”. Immersa in una natura selvaggia e in continua lotta per la sopravvivenza, vive una piccola comunità di pescatori, in stretto contatto – e contrasto – con i samì, (lapponi) in un connubio tra riti pagani e cristiani.

Alla vigilia di Natale del 1617 una violenta tempesta affonda le barche in mare e tutti gli uomini abili del villaggio muoiono.

 

 

E’l’apocalisse per il resto del piccolo gruppo, in una terra scarsamente abitata, isolati dal mondo, chiusi nel freddo inverno artico. Dopo qualche mese di abulia totale, la volontà di vivere chiama forte e le donne rimaste sole, guidate dall’intrepida Kirsten, si mettono per mare e vanno alla pesca, coltivano quel poco di terra utile, bastano a se stesse.

Purtroppo le donne sole e forti sono sempre state malviste dalla storia e anche queste, che potrebbero passare inosservate ai margini del mondo, incappano nell’arrivo di un nuovo sovrintendente, Absalom Cornet uno scozzese assai ambizioso, con un passato di cacciatore di streghe. Si porta appresso la giovane moglie Ursa, una ragazza di Bergen, troppo timida, spaesata, troppo succube del marito. Da quando l’autorità costituita mette piede a Vardo, sarà l’inferno per tutte.

 

 

Un romanzo potente, che mi ha letteralmente conquistata dalla prima pagina all’ultima. Lo stile è diretto, senza fronzoli, gelidamente concreto. Basato su di un fatto storicamente avvenuto, l’autrice ci racconta una realtà lontana, fatta di donne “che sono alla mercé del vento e del mare” ai quali si inchinano, spesso con riti pagani, sporche, ignoranti, ma con una forza e una determinatezza che alla fine pagano, scavano un buco anche nell’inferno.

Leggetelo amiche mie, con la mente aperta, per conoscere uno dei tanti episodi vergognosi della nostra storia, perché non si ripeta più che siano sempre le donne a pagare, dove gli eventi anche i più drammatici, nascondono un piccolo lume di calore che rompe i ghiacci.

Recensione di Carla Maria Cappa

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