SCARAFAGGI Jo Nesbø

SCARAFAGGI Jo Nesbø recensioni Libri e News

SCARAFAGGI, di Jo Nesbø

Harry Hole è a Bangkok per affiancare i poliziotti locali nell’indagine sull’omicidio di un diplomatico norvegese ucciso in un bordello. Ma come gli scarafaggi che brulicano nella sua stanza, così i personaggi coinvolti nel caso sembrano moltiplicarsi all’infinito.
Né la famiglia dell’ambasciatore morto, né le autorità di Oslo, e tanto meno la polizia locale, sembrano disposti a collaborare. E Harry si ritrova da solo con la sua ombra, in una città dove il frastuono del traffico infuria ventiquattro ore su ventiquattro, l’umidità si taglia con il coltello e la calca ti si appiccica addosso.
“”Inspirò il fumo spingendolo per bene nei polmoni, lo trattenne fino a quando fu sul punto di esplodere e poi, finalmente, apparve lei. Era in piedi sulla porta della veranda, con il sole che le illuminava una parte del viso. Due passi e si nell’aria, nera e leggermente curva dalla pianta dei piedi alla punta delle dita, un arco gentile che con lentezza infinita incrinava la superficie dell’acqua in un dolce bacio e scendeva sempre di più, finché l’acqua si richiuse sopra di lei.
Alcune bollicine salirono a galla, si sentì lo sciabordio leggero di una minuscola onda che si infrangeva sul bordo della piscina. Poi si fece silenzio e l’acqua verde rifletté nuovamente il cielo, come se lei non fosse mai esistita. “
SCARAFAGGI Jo Nesbø recensioni Libri e news UnlibroPurtroppo, con questo autore non sono partita nel modo giusto a suo tempo, poiché ho fatto una cosa che di norma non è da me, dato che io amo l’ordine nella lettura seguendone la cronologia. Ho letto Il pipistrello (primo libro della serie con Harry Hole) e poi Polizia, saltando tutta una serie di libri e di conseguenza, una grandissima fetta di storia personale di questo personaggio. Ma adesso, a distanza di anni, ho deciso di riprendere i libri di Nesbø in mano, con l’intento, un po’ alla volta, di recuperare.
Harry è un altro personaggio che non riuscirò a dimenticare e che per fortuna, mi farà compagnia ancora per molto tempo. È tenace e testardo, anche se ha sempre un’aura di debolezza che lo avvolge e alla quale cerca di resistere. Risulta simpatico e le sue battute talvolta fanno sorridere. La sua sensibilità è un qualcosa che ti colpisce, tanto più quando ti rendi conto che questo suo dono, lo porta ad essere in continua difficoltà e lo costringe a lottare letteralmente con le unghie e con i denti, per resistere al nemico più grande, ovvero sé stesso. È una “spugna” (aggettivo che non vuole assolutamente offenderlo) che assorbe tutti i mali delle persone a lui vicine e che, si lascia travolgere dagli eventi, non riuscendo a rimanerne indifferente.
Purtroppo, tutto ciò ha un prezzo. L’unico modo che lui conosce, o meglio ormai che il suo fisico riconosce, per annullarsi almeno in parte nelle ore più lunghe, quelle della notte dove non dormire porta a galla solamente ricordi e tutto ciò che lui vuole dimenticare è l’alcol.
“Era stato in quel momento che si era afflosciato del tutto, che si era lasciato andare e poi aveva ricominciato a sognare. E lui conosceva soltanto un modo per tenere lontani i sogni.”
Ma questo nuovo caso, in una città lontana da tutto potrebbe rivelarsi la svolta, forse. La Thailandia, questo luogo pieno di mistero, di colori, di odori, ma anche con uno stile assolutamente diverso dalla Norvegia, e sicuramente con regole al limite dell’accettabile lo accoglieranno con una doppia faccia: potrebbe essere infatti una nuova occasione o una disfatta definitiva.
Un caso ambiguo, invischiante e una realtà sociale che per noi occidentali è inimmaginabile.
La trama è molto ben orchestrata, vi è azione, vi è mistero, c’è un’indagine con continui colpi di scena che mi hanno tenuta incollata al libro con la curiosità di sapere quale fosse la verità, che solo nelle ultime pagine verrà esplicitata per bocca di Harry, il quale dipanerà questa matassa così complessa come in un giallo di Agatha Christie. Ma risolvere il caso a parole è ben diverso dal chiuderlo definitivamente, per cui io sono arrivata alla fine con un’angoscia crescente, dato che a 9 pagine dal termine ancora non sapevo in che modo si sarebbe messo un punto su tutto e a che prezzo.
Ormai posso ammetterlo, temo proprio di essere entrata anche io nel fan club di Harry, pur avendolo ripreso in mano da poco, e pur avendo solo letto i flash dei suoi ricordi qua e là, ma che lasciano ferite non da poco. Leggere che ciò che fa nel bene e nel suo processo di annientamento personale non è inconsapevole, bensì addirittura quasi motivato dalla convinzione di essere l’unica soluzione possibile per non dare disturbo a sé stesso fa tremare.
Altresì però, ritrovarlo deciso e determinato a ripartire te lo fa sentire ancora più vicino e ti invoglia a seguirlo, spingendoti a fare il tifo per lui.
A presto Harry!
Recensione di Loredana Cescutti

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