PANTA REI & ORDINE E DISORDINE Luciano De Crescenzo

Ordine e disordine Panta rei

PANTA REI e ORDINE E DISORDINE, di Luciano De Crescenzo

Panta ReiIn un questo periodo paradossale, confuso che ci priva di quella libertà quotidiana tanto cara soprattutto quanto ci viene bruscamente negata, leggere i libri di De Crescenzo è, a mio avviso, un modo per trovare qualche ora di evasione culturale.

Non a caso ho scelto di leggere “Panta rei’ e di seguito “Ordine e Disordine” e recensirli insieme.

“Panta rei” è il celebre aforisma di Eraclito, tutto scorre e tutto si trasforma. Beh! non vi sembra che si possa adattare a quello che sta succedendo? Benché in casa, apparentemente immobili, il tempo non è soggetto ad alcun virus, non si ferma e trasforma il tutto senza che nessuno di noi possa fare nulla.

 

E non vi pare che in questo periodo sconclusionato, privo di logica, appunto “Disordinato”, non si sente la necessità di trovare un perché e mettere una volta per tutti un “Ordine” alle cose?

De Crescenzo piega la grande filosofia a una realtà sempre contemporanea non perdendo mai il senso dell’ironia, e nell’ilarità dei piccoli aneddoti, pone in essere le grandi verità del dubbio e della riflessione.

“Panta rei” è l’evolversi, il mutare continuo di una natura che non si ferma: l’eterno divenire di ogni cosa.
“Ordine e Disordine” è l’eterno dilemma fra il Bene e il Male, il Giusto e l’Ingiusto, tra il Bianco e il Nero, fra Ragione e Passione e cosi via, contese che si fondono nel Logos eracliteo, questo con l’ arduo compito di arbitro al fine di equilibrare gli opposti necessari affinché si possa apprezzare ciò che si tende a desiderare.

Ordine & DisordineCosì possiamo dire, e lo dice anche De Crescenzo, che fra gli innumerevoli intervalli di ordine, ci sono momenti di grande disordine, e viceversa, ma tra un intervallo e un altro quando scoccano le scintille fra i due poli contrapposti si creano quei momenti d’intensità geniale dove il brutto si avvolge nel sublime.

 

L’oscillazione tra l’apollineo (ordine severo) e il dionisiaco (disordine eccessivo) è quel pendolo che scantisce il tempo, il panta rei irrefrenabile, che, nell’essere mediocre fa paura, ma non per chi è libero, indipendente dai superflui bisogni materiali e che vive oltre i sensi. Quest’ uomo o donna, fra uno scoccare e un altro, riesce a partorire un sogno e farlo diventare realtà. L’arte in tutte le sue forme è la massima espressione.

Spero che questo periodo vi porti a conoscenza di quella libertà personale , intriseca nel proprio essere, l’unica che non si può incatenare, a farvi rinascere in una forma nuova, elevatamente umana perché “il mio spirito non vuole camminare con scarpe consunte” Nietzsche.

 

* alla fine di Panta rei trovate i 129 frammenti di Eraclito, il filosofo dell’Oscuro, riordinate pazientemente dall’autore.
** alla fine di “Ordine e Disordine” alcuni frasi significative di Nietzsche, il filosofo che va al di là del bene e del male.
Grazie Luciano.

Recensione di Patrizia Zara

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