Oriana e Alekos: amore romantico o incontro politico? UN UOMO Oriana Fallaci

Oriana e Alekos: amore romantico o incontro politico? UN UOMO, di Oriana Fallaci

“Alekos, cosa significa essere un uomo?”

“Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell’umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un’àncora. Significa lottare. E vincere. E per te cos’è un uomo?”

“Direi che un uomo è ciò che sei tu, Alekos”

 

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Non avevo mai letto nulla di Oriana, non avevo mai sentito parlare di Alekos Panagulis, non ricordavo assolutamente di aver studiato il periodo buio della storia greca di quegli anni: dittature, colpi di stato, prigionieri politici, attentati, torture atroci, pene di morte, assassini.

23 agosto 1973 Oriana incontra Alekos per la prima volta in Grecia per un’intervista, non si separarono praticamente più fino all’assassinio di lui il I maggio del 1976.

Non fu un amore romantico; fu un incontro politico, un incontro intellettuale, una scelta morale, un incontro/scontro, un amore complicato, complesso e alla fine così tragico.

 

 

Con questo libro Oriana dà voce ad un uomo che ha vissuto ed è morto da uomo senza piegarsi, senza spaventarsi, senza rassegnarsi, che ha perseguito l’unico bene possibile, l’unico bene che conta, la Libertà.

“Fui sempre e sono un combattente che lotta per una Grecia migliore, un domani migliore, una società insomma che creda nell’Uomo. Se io mi trovo qui è perché credo nell’Uomo. E credere nell’Uomo significa credere nella sua libertà. Libertà di pensiero, di parola, di critica, di opposizione. La libertà è un dovere prima che un diritto”.

Racconta il viaggio di un eroe nel suo inferno, nell’inferno del suo tempo, nell’inferno della sua terra. Un eroe come ce ne sono stati altri nella storia del mondo.

 

 

Un eroe quasi classico, epico, un eroe impavido, coraggioso, temerario, che si mette in prima fila, ma che al tempo stesso ha i suoi momenti di contraddizioni. Tanta durezza che si rompe in dolcezza, struggente come il sorriso di un bimbo, ma anche illogico, egoista a volte, un’anima senza pace.

Oriana mette tutta sé stessa in questo libro, gli si dedica totalmente, visceralmente, appassionatamente, esattamente come ha fatto con Alekos negli anni della loro storia.

Lui le chiese di scriverlo: “Morirò e tu scriverai un libro”

Era già scritto nel destino, e nel destino loro hanno creduto molto.

“Negare il destino è arroganza, affermare che noi siamo gli unici artefici della nostra esistenza è follia: se neghi il destino, la vita diventa una serie di occasioni perdute, un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, un rimorso di ciò che non si è fatto e avremmo potuto fare, e si spreca il presente rendendolo un’altra occasione perduta.”

 

 

Il loro amore è stato un amore che ha fuso scelte di ideali, impegni morali con attrazione e sentimenti…una bomba ad orologeria.

Alekos cercava una donna con cui dividere un sogno, un impegno, una complice, un’amica, una sorella. Non cercava una donna con cui essere felice…

“Perché sei stata una buona compagna. La sola compagna possibile”

Un amore che invece ha divorato Oriana.

Oriana lo ha amato come non aveva mai amato nessuna creatura al mondo e come non avrebbe mai amato dopo.

Lo ha amato a tal punto da non sopportare l’idea di ferirlo pur essendo da lui ferita, di tradirlo pur essendo tradita, amava i suoi difetti, le sue colpe, i suoi errori, le sue bugie, le sue contraddizioni, le sue bruttezze e le sue volgarità.

E’ stato un amore più forte del desiderio, più cieco della gelosia, implacabile, inguaribile.

Lo definisce un cancro… ”così tu mi avevi invaso e mi stavi divorando, ammazzando”

Oriana ha permesso ad Alekos di invadere la sua libertà individuale.

Un amore non convenzionale sicuramente, un amore soprattutto di ideali, di anima e di cuore.

Un amore che ha aggiunto senso alle loro vite, comunque, che è valsa la pena di aver vissuto.

“La più piccola delle candele ti insegna che per un po’ di luce val la pena di prendere fiamma e di ardere fino in fondo”

Buona lettura!

 

Recensione di Cristina Costa

 

 

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