NIENTE CAFFÈ PER SPINOZA Alice Cappagli

NIENTE CAFFÈ PER SPINOZA, di Alice Cappagli

Ho iniziato questo libro con un certo scetticismo.

La divulgazione della filosofia, soprattutto se utilizzata per guarire l’anima, è di gran moda ma, convinta che Jostein Gaarder sia ineguagliabile e che non tutti possano essere Yalom, mi son detta “eccone un altro”.

NIENTE CAFFÈ PER SPINOZA Alice Cappagli Recensioni Libri e News UnLibroHo pensato che questo romanzo fosse stato stato progettato a tavolino per far cassa e non in preda ad una reale urgenza espressiva.

Gli ingredienti c’erano tutti in realtà: l’autrice laureata in filosofia e le citazioni inserite con gran generosità e la storia non sembrava troppo originale (una giovane badante alle prese con un vecchio bisbetico).

Andando aventi nella lettura però, mi sono davvero affezionata a Mavi, la giovane protagonista che nel giro di pochi mesi prende consapevolezza di sé e delle sue possibilità e decide che è ora di cambiare, con coraggio e determinazione. Non si volta indietro, ma assapora la ritrovata libertà che ha sapore di salsedine, profumo di pareti imbiancate, pur consapevole delle difficoltà è pronta ad affrontarle.

Maria Vittoria fa il suo ingresso nel mondo del lavoro con un ruolo molto delicato: dovrà occuparsi del prof. Farnesi, un anziano professore di filosofia diventato cieco. Mavi malgrado stia attraversando un momento così complicato a livello personale, affronta il suo incarico con passione e dedizione, condivide le giornate con il professore con la disponibilità e le attenzioni di una figlia, non si lascia distrarre dai propri problemi.

Presto sono stata conquistata anch’io da questo strano mondo, dove ognuno ha i suoi crucci ma cerca di andare avanti dignitosamente.

 

Ma quanta tenerezza fanno Aurora e Costantino che ogni giorno accompagnano il povero Luciano in una passeggiata di salute e gli leggono i giornali? E il professor Farnesi, goloso come un bimbo, che per le patatine fritte farebbe qualsiasi cosa? Poi ci sono gli ex alunni del professore che, ormai diventati uomini, non lo hanno dimenticato ed anzi gli testimoniano un sincero affetto andandolo a trovare e improvvisando tavole rotonde sui massimi sistemi.

Un mondo popolato da persone originali, con le strane fissazioni degli ottuagenari e i capricci fastidiosi degli adolescenti e sullo sfondo un’immensa biblioteca che viene consultata in ogni situazione. Qui la filosofia offre indicazioni di vita; ogni brano, ogni citazione suggerisce come affrontare un problema.

È stata proprio l’empatia con cui vengono tratteggiati i vari personaggi a conquistarmi, la sensazione di far parte di quella strana compagnia, il piacere di condividere con loro un po’ del mio tempo.

 

Struggenti le ultime pagine, dove il tema del fine vita viene trattato con delicatezza non comune…e Mavi, così disponibile, così presente e così coinvolta, viene vivificata e rinnovata da questa esperienza, comunica al professore il suo nuovo progetto di vita dandogli un’ultima e importantissima soddisfazione.

Ovviamente, sullo sfondo, l’amata Toscana e poi l’amore, che non può  mancare!

Recensione di Gabriella Calvi

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