MIMICA Sebastian Fitzek

MIMICA, di Sebastian Fitzek (Fszi – luglio 2025)

 

 

Recensione 1

Qualche giorno fa un’amica, accanita lettrice come me, mi parlava di questo scrittore tedesco autore di vari thriller, che non conoscevo, dicendomi che non se la sentiva di esprimere ancora un giudizio dopo aver letto un suo primo libro. Così quanto ho visto che su prime reading era presente questo ebook (che non è il libro che ha letto la mia amica, che legge esclusivamente cartaceo) me lo sono scaricato e l’ho letto tutto d’un fiato.

Il libro è sostanzialmente un thriller psicologico, sicuramente ad alta tensione, adrenalinico e coinvolgente; la protagonista, Hanna Herbst, è un’esperta di mimica facciale- il nostro viso con le sue espressioni così come gli atteggiamenti, i tic, i gesti involontari del nostro corpo, dicono molto di noi, oltre quello che esprimiamo con le parole-; proprio per questo collabora spesso con la polizia. La donna si risveglia un mattino nella stanza di un albergo prigioniera di un uomo, un certo Blankenthal, un serial killer detto il chirurgo.

Hanna è confusa, senza memoria perché una allergia ai farmaci le provoca un’amnesia temporanea. L’uomo che la tiene prigioniera le fa vedere un video dove lei stessa confessa di aver ucciso il marito e la figlia di lui, avuta da un precedente matrimonio, ma anche il loro stesso figlio, Paul, che però sembra scomparso. Teme di essere impazzita e deve lottare strenuamente con il dolore e con i dubbi che le riempiono la mente. Riuscirà a capire veramente cosa è successo e a salvare se stessa dall’assurda situazione in cui è piombata? Il dubbio pervade tutta la storia e Fitzek è senz’altro un maestro nel mischiare le carte, nel sorprenderci presentandoci possibili verità diverse, sino allo sconvolgente finale.

Insomma un libro ed un autore senz’altro interessanti ma che proprio per lo stato di tensione e di allerta in cui si ritrova il lettore, non è per tutti né per tutti i momenti. Così anche io, come la mia amica, mi riservo di approfondire questa mia nuova conoscenza, ma sicuramente con calma, veramente molta calma!

Recensione di Ale Fortebraccio

 

Recensione 2

Mimica di Sebastian Fitzek è un romanzo che si muove sul filo sottile tra realtà e rappresentazione, tra ciò che siamo e ciò che fingiamo di essere. Fiztek costruisce una narrazione stratificata, dove il gesto, il volto, il corpo diventano strumenti di verità e inganno. Il titolo stesso è una chiave di lettura: la mimica non è solo espressione, ma linguaggio, codice, maschera.

Un thriller psicologico travestito da dramma esistenziale
La trama ruota attorno a un protagonista enigmatico—un esperto di comunicazione non verbale coinvolto in un’indagine che lo costringe a decifrare non solo i volti degli altri, ma anche il proprio. Ogni incontro, ogni dialogo, ogni silenzio è carico di tensione: il romanzo si sviluppa come un lungo interrogatorio, dove il lettore è chiamato a interpretare, sospettare, intuire.
Fiztek gioca con il ritmo narrativo: alterna capitoli brevi e taglienti a momenti di introspezione più dilatati, creando un effetto di sfasamento emotivo che rispecchia il tema centrale del libro—la dissonanza tra ciò che si mostra e ciò che si sente.
Temi e simboli
  • Identità: il protagonista è un uomo che ha fatto della lettura degli altri il suo mestiere, ma che fatica a leggere se stesso. La mimica diventa una prigione: più si osserva, meno si comprende.
  • Verità e finzione: il romanzo mette in discussione l’idea che la verità sia accessibile. I volti mentono, i gesti tradiscono, e la parola è spesso solo un alibi.
  • Corpo come linguaggio: Fiztek esplora il corpo come territorio narrativo. Le posture, le micro-espressioni, persino il modo di respirare diventano indizi, tracce, confessioni.
Stile e tono
La scrittura è precisa, quasi chirurgica. Fiztek non indulge in descrizioni superflue: ogni frase è funzionale, ogni parola è scelta per il suo peso semantico. Il tono è freddo, distaccato, ma proprio per questo riesce a creare un senso di inquietudine profonda. Il lettore non è mai al sicuro: ogni pagina può ribaltare ciò che si credeva di sapere.
Conclusione
Mimica è un romanzo che non si lascia afferrare facilmente. È un gioco di specchi, un labirinto emotivo, un’indagine sull’indagine. Fiztek ci invita a guardare oltre il volto, ma ci avverte: ciò che troveremo potrebbe non piacerci. Un’opera intensa, disturbante, e sorprendentemente umana.

 

Recensione di Paolo Pizzimenti

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